lunedì 27 ottobre 2008

Preparando la mobilitazione...






5 commenti:

tappetivisivi ha detto...

Radio Urca_

http://www.radio-campus.it/index.php?option=com_content&view=article&id=135:urca-e-in-piazza-della-repubblica-per-la-manifestazione-degli-studenti&catid=41:eventi&Itemid=60

Anonimo ha detto...

http://no133forli.tumblr.com/
anche forlì c'è!!

Roberta Bartoletti ha detto...

Vittorio Zambardino (giornalista del Gruppo Espresso) scrive a proposito del movimento in rete:

"La rete che si fa cronaca per i media

Per anni si è discusso, con grandi polemiche da parte dei blogger, dei media che non tengono conto dei blog. Forse dipende da quello che c’è scritto. Perché in questi giorni i siti del movimento sono diventati una agenzia per i giornali, una fonte, una delle fonti, attendibile, fresca, ricca di informazione e da guardare sempre per poter poi capire quello che succede in strada. La rete è diventata lo spazio della cronaca. E’ un salto dal quale sarà difficile tornare indietro.

http://zambardino.blogautore.repubblica.it/2008/10/28/?ref=hpsbsx

curate questo blog, è uno strumento essenziale di visibilità e di coordinamento

Anonimo ha detto...

Buongiorno a tutti, cari facinorosi,
grazie e complimenti per l'assemblea-manifestazione di ieri, e so che Urbino può fare ancora di meglio, grazie ai vari Tonelli e Alfieri,grazie a chi partecipa e rischia anche solo di subire un giudizio di troppo,grazie a chi non sa star zitto e a chi prima strilla e poi va a pranzare, grazie a Francesco per il suo illuminante discorso sulla diversità, e sulla fragilità che la diversità comporta, fragilità anche del "nostro" presidente diversamente povero, e dei suoi parlamentari diversamente onesti! Credo che Francesco oltre a darci un diverso punto di vista ci abbia indicato anche il limite della lotta, quello da cui non si può retrocedere, il limite, la barriera da difendere e la porta da aprire.
La conoscenza è un percorso e lo si indica spesso con le metafore della scalata o della discesa negli abissi, e chiunque abbia scalato una montagna o abbia fatto un immersione sa che il passo,la misura in termini di velocità e distanze, in montagna e ugualmente in acqua,la fanno i più lenti o i più inesperti, sono loro l'orizzonte dei veterani o dei professionisti, il limite...
Con questo non voglio dire che bisogna abbassare il livello dell'istruzione italiana a quello del "nostro" presidente, ma solo che l'orizzonte dei nostri diritti, naturalmente qui si parla del diritto allo studio, dovrebbe misurarsi sul grado di accessibilità allo studio da parte di chi incontra maggiori difficoltà, economiche, linguistiche, ambientali, fisiche,varie ed eventuali, e che il grado di civiltà e di prgresso di una società dovrebbe misurarsi (e questo ce lo insegna proprio la storia e l'architettura di Urbino) sulla sua capacità di aprire le sue barriere allargando gli orizzonti e le possibilità, non certo su quanto una società sia capace di costruire barriere,escludere, e difendere i propri confini. Difendere i propri confini è anche difendere i propri limiti...Pensate se Francesco avesse preso il microfono per dire: sono cieco e non voglio saperne nulla dei vostri libri perchè i non vedenti sono stati fatti per non vedere...

Il decreto è diventato legge, l'esecutivo è diventato sordo e cieco, aiutiamoli a superare i loro limiti!

diavalu.

Anonimo ha detto...

E la voragine si allarga, come ovvio. Perché non c'è nulla di strano nella riforma universitaria che il “nostro” governo sta tentando di fare passare, pur a fatica, fra le mille proteste degli studenti e dei docenti. Perché mai in un mondo in cui sotto ogni aspetto della vita sociale vediamo acuirsi la separazione fra le classi l'università dovrebbe restarne fuori?
[...]
Uno stillicidio di violenze e soprusi, il totalitarismo che avanza e prende forma in ogni ambito del quotidiano. E gli studenti? Nulla.
Operai morti ammazzati, denari estorti e finiti a finanziare guerre, povera gente proveniente da altri luoghi più sfortunati rinchiusa in campi di concentramento, ambulanti perseguiti da guardie armate di manganello, “sognatori disperati” affogati nel mediterraneo, ragazze obbligate a vendersi e ora a rischio di galera, famiglie sul lastrico, cure mediche sempre più impossibili per i poveri... L'elenco potrebbe continuare per pagine e pagine. E gli studenti? Ed i professori illuminati? Niente.
[...]
Dalla venuta a meno delle compartimentazioni, guarda caso tanto care ai partiti, ai sindacati ed ai padroni, possono scaturire mille possibilità, mille incontri, mille esperienze che, ci auguriamo, avranno finalmente la capacità di mettere in discussione il meccanismo, il cantiere, e non sterilmente solo un tassello.

Il testo completo è qui:
http://www.informa-azione.info/ancora_uno_sforzo_sulle_lotte_universitarie

Ciao
Luigi