mercoledì 31 dicembre 2008

Perché dovremmo continuare?



Il cangiante e straripante flusso dell'Onda degli studenti ha imperversato lungo tutta l'Italia. Le irrappresentabili anime dei naviganti hanno impetuosamente svegliato il sonno della dormiente opinione pubblica.

Il fragore dell'Onda ha urtato e fatto vacillare le precarie palafitte che sorreggono l’Università pubblica. Un caldo autunno ha diffuso la paura. E la paura ha gelato i governanti arroccati nelle nostre istituzioni. La paura che i cittadini si possano organizzare per riprendere la loro istruzione e il loro stato.

Nelle ultime settimane, tuttavia, l'indomabile Onda si sta trasformando in una risacca, ricca d’idee e proposte ma carente di corpi che le mettano in pratica.

Perché l'Onda dovrebbe continuare a smuovere le stagnanti acque italiche?

Perché le leggi 133/08 e 169/08 devono essere abrogate dall'ordinamento giuridico italiano e dalle menti dei governanti che sognano un popolo ignorante e soggiogato;

perché la legge 133/08 non ristruttura l'umiliata Università pubblica ma la distrugge definitivamente con pesanti e progressivi tagli, blocco delle assunzioni e possibilità-(necessarietà) di conversioni in fondazioni private;

perché l'articolo 9 della Costituzione della Repubblica Italiana sancisce che “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica”;

perché l'articolo 33 della Costituzione stabilisce che “La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi”;

perché l'istruzione è un elemento indispensabile per sostenere e difendere la democrazia;

perché l'istruzione è il fondamentale tassello che fa di un uomo un cittadino cosciente invece di un cittadino suddito;

perché l'istruzione pubblica è uno dei principali strumenti per attuare l'articolo 3 della Costituzione dove si sancisce che “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese”;

perché il taglio indiscriminato e senza criterio dei finanziamenti all'istruzione toglie il lavoro a decine di migliaia di famiglie proprio durante il periodo nero della crisi economica;

perché non vengono regolarizzati i contratti alle migliaia di lavoratori precari che grazie al loro operato, al limite del volontariato, fanno funzionare la pubblica istruzione;

perché il blocco delle assunzioni stronca la volontà dei giovani laureati che sognano un futuro nell'università e nella ricerca;

perché la legge 133/08 vuol privare i diritti dei lavoratori duramente conquistati;

perché la legge 133/08 e il decreto legge 180/08 non combatte la casta dei baroni;

perché l’articolo 34 della Costituzione stabilisce che “I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”, mentre invece le liste dei beneficiari della borse di studio non comprendono tutti gli idonei;

perché i tagli pubblici alla ricerca conducono alla paralisi il sistema sociale, culturale ed economico dell’Italia;

perché alcune ricerche scientifiche evidenziano che un elevata istruzione allunga la speranza di vita;

perché l’istruzione viene considerata dal governo come una spesa secondaria;

perché i tagli alla ricerca condannano coloro che soffrono di malattie incurabili a non avere una speranza;

perché 9 milioni di cittadini popolano le 42000 strutture scolastiche, ma soltanto il 58,64% di esse ha il certificato di agibilità statica;

perché V. Scafiti è morto alla giovane età di diciassette anni nella sua scuola per il crollo del soffitto;

perché 15 persone sono morti nei laboratori della facoltà di Farmacia di Catania. L’ultima vittima è stata una ragazza di ventiquattro anni;

perché anche il Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione è contrario ai provvedimenti del ministro M. Gelmini;

perché la legge 169/08, introducendo il maestro unico nella scuola primaria, in netta controtendenza alle attuali teorie pedagogiche, e riducendo l’orario scolastico, mette in difficoltà le famiglie e in pericolo l’istruzione dei bambini, il futuro della società;

perché i regolamenti di revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico della scuola dell’infanzia, della scuola primaria, dei licei e degli istituti tecnici sono una sistematica operazione di dequalificazione dell’istruzione;

perché il nostro dipendente pubblico M. Gelmini, Ministro della Repubblica Italiana, dovrebbe essere una figura professionale competente nel campo dell’istruzione, dell’università e  della ricerca ed invece offende tutto il popolo italiano con la sua ignoranza in tali discipline;

perché il Presidente del Consiglio dei Ministri non soltanto non accetta l’articolo 21 della Costituzione, che proclama che “tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”, ma inoltre diffama ed oltraggia i cittadini che legittimamente e democraticamente criticano l’operato del governo;

perché il deviato sistema mediatico rema contro il movimento con una vasta operazione di disinformazione;

perché paghiamo con le nostre tasse lo stipendio (4003,11 euro mensili di diaria, più 1637,43 euro di rimborso delle spese per lo svolgimento del mandato parlamentare, più 4.150 euro l’anno per le spese telefoniche, ecc.) ad un parlamentare non votato dal popolo, il Senatore della Repubblica F. Cossiga, per dire “Io aspetterei ancora un po' e solo dopo che la situazione si aggravasse e colonne di studenti con militanti dei centri sociali, al canto di Bella ciao, devastassero strade, negozi, infrastrutture pubbliche e aggredissero forze di polizia in tenuta ordinaria e non antisommossa e ferissero qualcuno di loro, anche uccidendolo, farei intervenire massicciamente e pesantemente le forze dell'ordine contro i manifestanti” e “Maroni dovrebbe fare quello che feci io quando ero ministro. In primo luogo lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino di dodici anni rimanesse ucciso o gravemente ferito... Lasciar fare gli universitari, ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città”;

perché l’apatia politica, la disillusione e la diffusa indifferenza della società civile sono dei mali che si ripercuotono sulla vita democratica del paese;

perché vogliamo una completa ed efficace ristrutturazione dell’istruzione pubblica tramite un’ampia e democratica concertazione tra tutte le figure sociali interessate;

perché qualcuno deve spiegarci cosa abbiamo da perdere. Rivogliamo il nostro futuro!

venerdì 26 dicembre 2008

La scuola e Ivan Illich


Riflessioni di Ponti Giulia pubblicate il 21 novembre 2008 su festivaldelluomo:

In questi giorni di grande protesta da più parti si alzano voci, critiche e prese di posizione contro un sistema politico che sembra avere un piano organico di attacco e smantellamento a un sistema del welfare che ha, negli ultimi trent’anni, permesso una struttura di garanzie e di mobilità sociale che prima risultava impensabile. A capo di questo movimento si è scelto di prediligere la difesa del sistema scolastico, come emblema di un sistema di valori e diritti che si ritengono inattaccabili. Il diritto all’educazione, il diritto a una mobilità sociale che permetta di uscire da una situazione di svantaggio economico, e più in generale il diritto ad avere un futuro...

giovedì 25 dicembre 2008

Il ministro augura una buona, prosperosa e sana ignoranza a tutti!


Cari studenti facinorosi, sono la vostra amata ministra Gelmini.

Dopo il cinque in condotta e il maestro unico, ho una nuova idea che potrà risollevare la scuola italiana.

Da dove inizia l’istruzione? Dall’asilo. E proprio qui bisogna intervenire, perché i bambini diventino obbedienti e ligi al dovere.

E le favole, con la loro sovrabbondante fantasia e il loro dissennato spreco di personaggi, li allontanano dal sano realismo e dal doveroso conformismo e alimentano il pericolo del fuori tema, della deboscia, della droga e del bullismo facinoroso.

Perciò per decreto legge istituisco il Mostro Unico.

Sarà proibito leggere favole che contengano più di un mostro o di un cattivo, con relativo aggravio per la spesa pubblica, e soprattutto si dovrà, in ogni fiaba, sottolineare la natura perversa, facinorosa e vetero-comunista di questo mostro.

Secondo il DMU (decreto mostro unico) sono proibiti ad esempio Biancaneve e i sette nani, perché Grimilde e la strega sono un costoso e inutile sdoppiamento di personalità nocivo all’immaginario dei giovani alunni, per non parlare dell’ambigua convivenza tra Biancaneve e i sette piccoli operai, di cui uno, Brontolo, sicuramente della Cgil.

Cappuccetto Rosso è ammesso, ma si sottolinei come il cacciatore è evidentemente della Lega e il lupo di origine transilvana e rumena.

Proibito Ali Babà e i quaranta ladroni, ne basta uno. Abolito Peter Pan, troppi pirati che gravano sulle casse dello stato. Abolito Pinocchio, anche accorpando il gatto e la volpe in un unico animale, restano il vilipendio ai carabinieri e il chiaro riferimento a Mediaset del paese dei balocchi.

Ammesso Pollicino ma dovrà chiamarsi Allucione ed essere alto uno e settanta, per non costituire un palese sberleffo al nostro amato presidente del consiglio.

Proibito Hansel e Gretel, perché i mostri sono due, la madre e la strega, e inoltre si parla troppo di crisi economica.

Proibito il brutto anatroccolo. Se uno è brutto, lo è per motivi genetici e tale resterà. Inoltre Andersen era gay.

Parimenti proibito il gatto con gli stivali per la connotazione sadomaso.

Proibita, anzi proibitissima Cenerentola. Le cattive sono tre e assomigliano tutte a me.

Cioè alla vostra ministra superficiale, impreparata e ciarliera. Ma la vostra Ministra Unica.

Stefano Benni

mercoledì 24 dicembre 2008

O SAREMO NOI A SCRIVERE LA STORIA, O LA STORIA SARÀ SCRITTA SENZA DI NOI

Il calpestato mondo di coloro che hanno soltanto formalmente riconosciuti i propri diritti, e coloro che invece legittimamente li rivendicano, non solo si sta risvegliando, ma si sta organizzando. Riportiamo il documento dei lavoratori greci in mobilitazione pubblicato sul blog studentesco  gseefreezone.blogspot.com:

Noi operai, impiegati, disoccupati, lavoratori precari, greci o immigrati, che non siamo spettatori e abbiamo partecipato dal primo momento alle manifestazioni, agli scontri con la polizia, alle occupazioni nel centro e le periferie d'Atene; noi che molte volte abbiamo dovuto lasciare il nostro posto di lavoro e i nostri impegni quotidiani per scendere in piazza fianco a fianco con gli alunni, gli studenti e gli altri proletari in lotta,

abbiamo deciso di occupare la sede della Confederazione Generale dei Lavoratori della Grecia (CGLG) per:

- Trasformarla in un luogo di libera espressione e d'incontro dei lavoratori;
- Far cadere il mito creato dai media, secondo il quale i lavoratori erano e sono assenti dagli scontri e che la rabbia manifestata tutti questi giorni riguarda solo 500 "anarchici" e "hooligans" e frottole del genere, mentre negli scermi televisivi i lavoratori erano presenti come le vittime degli scontri, nello stesso momento in cui i licenziamenti di migliaia di lavoratori provocati dalla crisi capitalista in Grecia e in tutto il mondo vengono presentati come qualcosa di "naturale".
- Denunciare e portare alla luce il ruolo della burocrazia sindacale nel minare la rivolta e non solo questa. La CGLC e tutto l'apparato burocratico che la appoggia, da decenni mina le lotte dei lavoratori; negoziano la nostra forza-lavoro, prolungando il regime dello sfruttamento e della schiavitù salariata. È esemplare il suo atteggiamento mercoledì scorso (10 dicembre) quando hanno annullato il corteo programmato per quel giorno e si è limitata ad un breve concentramento in piazza Sintagma, cercando di isolare i manifestanti dal "virus" della ribellione.
- Perché vogliamo aprire per la prima volta ai lavoratori – come conseguenza della "frattura" nel sociale che ha prodotto questa rivolta - questa sede costruita con i nostri contributi e dalla quale siamo esclusi. Per tutti questi anni abbiamo affidato il nostro destino a "salvatori" di ogni genere fino al punto di perdere ogni traccia di dignità. In quanto lavoratori dobbiamo assumere le nostre responsabilità invece di delegare le nostre speranze a leaderini "illuminati" e "abili" rappresentanti. Dobbiamo prendere la parola in prima persona, incontrarci tra di noi, parlare e decidere per agire contro l'attacco su tutti i fronti che stiamo subendo. Creare forme di "resistenza collettiva" dal basso costituisce l'unica soluzione.
- Promuovere l'idea dell'autorganizzazione e della solidarietà nei posti di lavoro; dei comitati di lotta e delle iniziative collettive dal basso, abolendo le burocrazie sindacali.

Per anni e anni abbiamo dovuto sopportare la miseria, il ruffianesimo e i soprusi nei posti di lavoro. Ci siamo abituati a contare i nostri i colleghi morti, la cui morte viene etichettata come "incidenti sul lavoro". Ci siamo abituati a disinteressarci degli immigrati - i nostri fratelli in lotta - che vengono assassinati. Ci siamo stufati di vivere con l'ansia di come procurarci il salario, i contributi e una pensione che sta diventando sempre di più un miraggio.
Nello stesso modo in cui stiamo lottando per non abbandonare la nostra vita nelle mani dei padroni e dei burocrati, non abbandoneremo mai nelle mani dello Stato e dell'apparato giudiziario i rivoltosi arrestati.

RILASCIO IMMEDIATO DEGLI ARRESTATI E CHIUSURA DEI PROCEDIMENTI PENALI CONTRO DI LORO

AUTORGANIZZAZIONE DEI LAVORATORI

SCIOPERO GENERALE


Assemblea Generale di Operai in Rivolta

lunedì 22 dicembre 2008

APPELLO URGENTE PER LA SECONDA LINGUA COMUNITARIA

UNIURBinLOTTA aderisce e pubblica il seguente appello promosso dalla ReteDocentiPrecariMarche :

Dear All,

negli ultimi mesi abbiamo ribadito tutti insieme il nostro NO alla distruzione della scuola pubblica. I primi provvedimenti riguardavano in particolare la scuola primaria e la Rete si è trovata unita nel difendere l’impianto didattico del modulo. Ora la cosiddetta “riforma” tocca la scuola secondaria di primo grado e nelle prossime settimane saranno ufficiali i ridimensionamenti nella secondaria di secondo grado. Premesso che personalmente ritengo che bisogna battersi uniti, so benissimo che nei prossimi mesi la lotta si farà ancora più difficile se ognuno di noi difenderà la propria disciplina dalle riduzioni d’orario senza una visione complessiva dei provvedimenti.

Detto ciò la mia posizione sarà di PIENO appoggio a tutti gli appelli che giungano da colleghi delle discipline SFAVORITE dai provvedimenti del governo (cioè praticamente TUTTE).

Allo stesso tempo ribadisco che dobbiamo ricompattarci se vogliamo ottenere risultati. Quindi auspico che si possa creare un documento comune (magari quando i dati delle superiori saranno ufficiali) nel quale siano presenti TUTTI gli ordini di scuola e TUTTE le discipline … per evidenziare i danni alla QUALITA’ della scuola statale italiana … spero così che finalmente i precari ATTIVI saranno più numerosi (ma anche i genitori, i colleghi di ruolo, le parti sociali ecc. ecc.) e che proprio quei NUMERI facciano capire al governo che ESISTIAMO e che ci battiamo per una scuola di qualità per tutti e non SOLO per difendere il nostro posto di lavoro!!!!!!!!!!

Per le ragioni di cui sopra e anche perché sono fermamente convinta che lo studio di PIU’ lingue straniere sia uno strumento per “ampliare gli orizzonti” dei ragazzi italiani … vi invio quest’appello … e vi invito ad inviarlo agli indirizzi riportati (io l’ho già fatto!) …  affinché quando saranno i nostri figli a governare questo paese possano davvero far entrare l’Italia in Europa …

Melanie  - Rete Docenti Precari Marche


APPELLO URGENTE PER LA SECONDA LINGUA COMUNITARIA

Il 18 dicembre 2008, in Italia, il Consiglio dei Ministri ha approvato lo schema di regolamento per la riorganizzazione della rete scolastica. Lo schema, all'articolo 16, recita: "/a richiesta delle famiglie è introdotto l'insegnamento potenziato dell'inglese per 5 ore settimanali in sostituzione dell'insegnamento della seconda lingua comunitaria/".

Dal prossimo anno scolastico gli studenti italiani, nella secondaria di primo grado, potranno scegliere di non studiare una seconda lingua comunitaria. Il francese, lo spagnolo ed il tedesco rischiano così di scomparire dalla scuola dell'obbligo. Questo provvedimento aiuterà gli italiani a sentirsi più europei? A tutti è noto il grande divario linguistico che ci divide dagli altri paesi dell'UE, parliamo poco le lingue straniere. Adesso le parleremo ancor di meno! 

Negli altri paesi europei si investe sulla conoscenza di una seconda lingua straniera.

Pensiamo che anche l'Italia dovrebbe fare lo stesso!


Io sottoscritto ........................, chiedo al commissario europeo per il multilinguismo, Leonard Orban, al commissario europeo per l'istruzione, Jan Figel, alle istituzioni, ai parlamentari, all'Unione Europea, alle Ambasciate, agli Istituti culturali e a chi ha voce in capitolo, di intervenire con richieste ufficiali scritte affinché questo regolamento antieuropeo sia rivisto e corretto.


Mittente:

Nome: ..................

Cognome: ..................

Indirizzo: ............................... (Italia)

Email: ...............................


Copiate i seguenti indirizzi e inviate l’appello con i vostri dati:

CAB-ORBAN-CONTACT@ec.europa.eu
Cab-FIGEL@ec.europa.eu; 

venerdì 19 dicembre 2008

SEGNALAZIONI - L’Associazione Culturale PantaRei Urbino denuncia i disservizi legati al trasporto degli studenti e delle studentesse con disabilità

Il diritto a circolare liberamente sul territorio nazionale è sancito dall’art.16 della nostra Costituzione. A questo articolo si aggiunge l’art.26 della legge 104/92 la quale stabilisce che “le regioni disciplinano le modalità con le quali i comuni dispongono gli interventi per consentire alle persone disabili la possibilità di muoversi liberamente sul territorio, usufruendo, alle stesse condizioni degli altri cittadini, dei servizi di trasporto collettivo appositamente adattati o di servizi alternativi.” All’interno di questo quadro normativo si dovrebbero muovere le istituzioni, garantendo quindi il diritto alla mobilità per tutti/e. 
Purtroppo dobbiamo ancor oggi denunciare come questo diritto, tanto elementare quanto fondamentale, non sia nella pratica rispettato. Per gli studenti e le studentesse con disabilità motorie ogni spostamento è fonte di preoccupazione, giustificata dalle continue inefficienze del servizio loro fornito. Sono decine gli episodi, l’ultimo dei quali risale a pochi giorni fa, nei quali il trattamento riservato dall’azienda dei trasporti locale alla persone con disabilità è discriminatorio e, oltre a violare le leggi già richiamate, manca del rispetto e della sensibilità minima verso questi studenti e queste studentesse. Pedane che non funzionano, autisti che non si fermano ed una gestione generale del servizio che non possiamo ritenere accettabile è quanto riscontriamo quotidianamente.
Questa situazione si inserisce all’interno di un quadro già discriminante. La “Convenzione per il servizio di trasporto agevolato ad uso degli studenti dell’ateneo di Urbino e degli altri aventi titolo” (sottoscritta da Adriabus, ERSU, Università e comuni di Urbino e Fermignano) all’art.1 punto C prevede infatti “un servizio a chiamata per gli studenti disabili in carrozzella, da effettuarsi per consentire lo spostamento dal loro domicilio al luogo di studi e comunque solo dalle ore 7,30 alle 19,30 e con almeno un giorno di preavviso”. Non serve essere dei giuristi esperti per rendersi conto delle limitazioni che gli studenti e le studentesse con disabilità subiscono. A loro sono permessi spostamenti solo per ragioni di studio. L’orario è limitato alle ore diurne. E’ necessaria una programmazione degli spostamenti. Tutto questo è stato denunciato in diverse occasioni dalla nostra associazione e dal Consiglio degli Studenti. 
In questi giorni è in discussione la convenzione sui trasporti per l’anno 2009. Ci aspettiamo, a fronte delle nostre richieste, che si protraggono già da diversi anni, un deciso cambio di rotta da parte delle istituzioni competenti.
Non chiediamo privilegi, ma il semplice rispetto del diritto alla mobilità per tutti/e!
Associazione Culturale PantaRei Urbino

COME SI PUò DIMENTICARE?




Venerdi 12\12 l'assemblea generale della scuola del Politecnico di Atene occuppata, ha deciso di lanciare un appello per realizzare una giornata di manifestazioni in tutta l' Europa e il mondo, il giorno Sabato 20-12-2008:
una giornata internazionale in memoria di tutti i giovani e gli emigrati assassinati e in memoria di tutti coloro che lottano contro i lacchè dello stato, Carlo Giuliani, e i giovani dei sobborghi in Francia, Alexandros Grigoropoulos e numerosi altri in ogni angolo della terra.

Le nostre vite non appartengono agli stati ne ai loro assassini! La memoria delle nostre sorelle e fratelli, amici e compagni vive nelle nostre lotte.
Per favore traducete e diffondete questo messaggio il più velocemente possibile per il coordinamento di una comune giornata di azioni di resistenza in più parti del mondo.


Al sito SenzaSoste.it sono raccolti tutti i caduti uccisi dallo stato, morti mai riconosciuti come vittime ma, al massimo come errori.

A questa lista parziale possiamo aggiungere anche Marcello Lonzi, Maurizio Tortorici, Federico Aldrovandi, Aldo Bianzino. Basta un qualsiasi motore di ricerca per trovare documenti e informazione su questi recenti morti per mano dello Stato.

mercoledì 17 dicembre 2008

Quei fannulloni dei ricercatori...

Nature conferma: i ricercatori italiani non sono fannulloni.

di Pietro Greco

"Lo abbiamo già detto. Il mondo della ricerca in Italia ha molti malanni e qualche patologia grave. Ma non è un mondo di fannulloni. Qualche ulteriore dato statistico, raccolto in sede internazionale, ci aiuta a corroborare questa tesi. Tra il 1997 e il 2001 l'Italia schierava nel campo della ricerca poco meno di 70.000 ricercatori: il 3,1% del totale mondiale. Nel medesimo periodo questi ricercatori hanno pubblicato su riviste scientifiche internazionali con peer review oltre 147.000 articoli: il 4,1% del totale mondiale.

Tra l'1% degli articoli più citati al mondo ve ne figuravano ben 1.630 firmati da italiani: pari al 4,31% del totale. Se dividiamo questi articoli per il numero di ricercatori italiani, troviamo che ogni 100 ricercatori nel nostro paese 2,28 producono un articolo ad altissimo impatto. Una percentuale che, certo, è inferiore a quella del Regno Unito (3,27 articoli ad alto impatto ogni 100 ricercatori) o del Canada (2,44). Ma nettamente superiore a quella di Stati Uniti (2,06), Francia (1,67), Germania (1,62), Giappone (0,41).

Questi dati pubblicati dalla rivista Nature dimostrano, quanto meno, che i ricercatori del nostro paese sono "dentro" il sistema scientifico internazionale e sanno competere alla pari coi colleghi di altri paesi.

In alcuni settori c'è una vera e propria eccellenza. Altri dati, pubblicati da Sciencewatch e accessibili a tutti in rete, ci dicono che negli anni successivi al 2001, per esempio tra il 2003 e il 2007, la percentuale di articoli firmati da italiani sul totale mondiale è aumentata: passando al 4,46%. E che la qualità di alcuni settori della ricerca è davvero eccellente. I fisici italiani, per esempio, pubblicano il 5,09% del totale mondiale degli articoli in fisica, e hanno un numero di citazione (indice di qualità) che è del 20% superiore alla media mondiale. Nella scienza agrarie la qualità è addirittura maggiore (gli articoli degli italiani ottengono un numero di citazione del 21% superiore alla media mondiale). Molto citati rispetto alla media mondiale sono anche i nostri articoli in medicina clinica (+ 17%), in psicologia e psichiatria (+16%), in scienze spaziali (+12%), in matematica (+9%). Siamo meno bravi nei settori dell'economia (24% di citazioni in meno rispetto alla media mondiale), in bilogia molecolare e genetica (- 16%), in microbiologia (- 14%), in botanica e zoologia (- 12%)."

Tratto da http://scienza.blog.unita.it//Nature_conferma__i_ricercatori_italiani_non_sono_fannulloni_58.shtml

domenica 14 dicembre 2008

ASSEMBLEA 15 DICEMBRE ORE 17:00 C1

Il movimento degli studenti è sceso nel campo politico negli ultimi mesi per cambiare lo stato delle cose. Perchè l'attuale crisi non ci spogli dei diritti sociali-politici e non ci lasci navigare nelle calme acque di questi ultimi giorni, il periodo natalizio dovrà essere un momento di riflessione, studio ed autocritica per far ripartire la mobilitazione.

I temi in discussione saranno:
- azioni da intraprendere nei paesi di origine
- organizzazione dell'assemblea regionale
- riflessioni indipendenti

venerdì 12 dicembre 2008

LA PIOGGIA PUO' RENDERCI SOLTANTO PIU' INCAZZATI!!!

UNIURBinLOTTA, insieme a tutti i movimenti studenteschi d'Italia, ha aderito oggi allo sciopero indetto dalla CGIL e ha manifestato accanto ai lavoratori marchigiani lungo le bagnate vie di Ancona. 
In 10000 (Repubblica e Corriere della Sera) abbiamo gridato il nostro dissenso verso le distruttive politiche del governo, che affronta la crisi amplificando le negative conseguenze che essa produce. 
In 10000 siamo scesi in piazza, sfidando le intemperie, a protestare, anche contro l'indifferenza di coloro che non hanno ancora capito che la società italiana viene inesorabilmente spinta verso un profondo baratro economico, sociale e culturale.
UNIURBinLOTTA e il movimento degli studenti vogliono superare la crisi ripartendo da un sapere gratuito, garantito, PUBBLICO.

Insieme ad altre realtà marchigiane in mobilitazione abbiamo prodotto il seguente comunicato stampa:

"L'Assemblea no 133 di Ancona, l'Unicam contro la 133 e Uniurbinlotta sono scese in piazza ad Ancona il 12 Dicembre affianco alla CGIL per manifestare contro la legge 133/08, in particolare gli articoli 16 e 66, e la Legge 169/08.

In questa occasione rilanciamo la nostra mobilitazione programmando un assemblea regionale condivisa con tutte le realtà universitarie delle Marche, discutendo dei contenuti e delle prossime forme di protesta.

Esprimiamo inoltre la nostrà solidarietà alla manifestazione degli studenti medi e universitari greci, dei 15 studenti e lavoratori morti in questi anni nei laboratori della Facoltà di Farmacia a Catania, e al mondo del Lavoratori colpiti dall'attuale crisi economica.

Combatteremo insieme per il nostro fututro!"







giovedì 11 dicembre 2008

VERSO LO SCIOPERO DEL 12 DICEMBRE

Pubblichiamo il nostro intervento all'Assemblea d'Ateneo del 10 dicembre.

Da ormai quasi due mesi prosegue il percorso di UNIURBinLOTTA, il movimento degli studenti del nostro ateneo che hanno deciso di prendere attivamente parte alla protesta delle università italiane contro i provvedimenti del governo Berlusconi presi in materia di istruzione e di finanziamento delle sedi di trasmissione dei saperi come scuole di ogni grado e, appunto, università.

La nostra mobilitazione ha in parte seguito le linee guida del movimento nazionale, studiando e approfondendo tematiche quali l’autoformazione, l’autoriforma, i bilanci condivisi e quant’altro, e in tali ambiti siamo tutt’ora impegnati. Ma al contempo abbiamo portato avanti anche una mobilitazione più nostra, intenta alla sensibilizzazione al miglioramento del nostro ateneo, della città e della cittadinanza urbinate, insomma una mobilitazione più territorializzata.

Abbiamo organizzato molte assemblee pubbliche, abbiamo ottenuto l’aula c1 del magistero in autogestione, e abbiamo utilizzato quella come base e punto di partenza per ogni nostro spunto, trasformandola, a seconda delle necessità, in emeroteca, in luogo di incontro di studenti, professori, precari ecc., di dibattito e di studio, in aula di proiezione ecc. Abbiamo scelto delle tematiche di interesse comune da poter approfondire in lezioni pubbliche tenute da diversi docenti delle nostre facoltà e che continuano a riscuotere un notevole successo. Abbiamo organizzato una pacifica e coloratissima manifestazione in piazza coinvolgendo tutta la cittadinanza, nonché una notte bianca all’interno del magistero tesa alla sensibilizzazione generale e alla riappropriazione simbolica degli edifici del sapere da parte degli studenti, troppo spesso ridotti a meri luoghi atti allo svolgimento delle lezioni. Stiamo cercando insomma di proporre una nuova idea di università, fatta di partecipazione, interesse, e di una continua tensione al miglioramento dal basso. Questa nostra idea non può però prescindere da alcuni punti inviolabili: l’università deve rimanere istituzione pubblica, accessibile a tutti e che garantisca il proseguo degli studi, fino a livelli d’eccellenza, a tutti gli studenti meritevoli, qualsiasi sia il loro status sociale (come tra l’altro previsto dalla nostra costituzione) senza secondi fini. Essa deve garantire in ogni circostanza una totale trasparenza, deve essere permeata dall’idea di un’assoluta democratizzazione dei suoi organi decisionali, deve costantemente promuovere e puntare all’eccellenza.

I provvedimenti presi da molti esecutivi degli ultimi quindici anni e particolarmente dall’attuale governo, e la tendenza alla trasformazione degli atenei mondiali in vere e proprie aziende inserite nel mercato globalizzato dei saperi, vanno in direzione opposta alle nostre idee di trasmissione e collettivizzazione dei saperi stessi, e per queste ragioni il nostro movimento continuerà la sua lotta e la sua mobilitazione nei prossimi mesi. Affronteremo nuove tematiche e perfezioneremo sempre più i nostri studi e le nostre proposte su quelle già prese in considerazione. E nonostante finora la nostra politica sia stata incontestabilmente pacifica e tesa a non produrre rotture di alcun tipo con le autorità del nostro ateneo e le istituzioni cittadine, vogliamo chiarire che non esiteremo a conflittualizzare la mobilitazione nel caso in cui ci saranno misure di chiusura o di mancato ascolto, o comunque tentativi di impedire con qualsiasi mezzo il perseguimento dei nostri obiettivi.

Il nostro movimento aderirà alla manifestazione generale del 12 scendendo in piazza ad Ancona, e prenderà parte all’assemblea regionale degli studenti in mobilitazione, che si terrà immediatamente dopo la manifestazione e di cui siamo stati i promotori.

Esprimiamo inoltre piena solidarietà agli studenti medi e universitari greci, che esasperati dall’autoritarismo e dalle politiche repressive del governo e delle forze dell’ordine si sono rivoltati in piazza e hanno dato vita a una nuova ondata di occupazioni di scuole e sedi universitarie. Riteniamo infatti che il comportamento abusivo e irragionevolmente violento delle polizie greche e italiane siano segno dell’incapacità dei rispettivi governi ad instaurare un serio dialogo con i giovani. Senza contare che anche in Grecia l’attuale governo conservatore è intervenuto in materia d’istruzione non meno sciaguratamente che qui in Italia, portando avanti una politica di privatizzazione e di elitarietà dei saperi di base e specifici. Molti professori hanno appoggiato le mobilitazioni studentesche astenendosi già da due giorni dalle lezioni. Speriamo vivamente che non debba scapparci il morto, anche qui in Italia, prima che una qualche coscienza critica nasca negli animi di tutti coloro, studenti, precari, professori, lavoratori ecc. in cui finora essa è stata assente e in cui sono prevalsi l’indifferenza e il disinteresse più totali per le tematiche sociali che noi stiamo trattando.

Al contempo invitiamo tutti gli studenti o comunque i simpatizzanti a visitare il nostro blog e a lavorare con noi per aggiungere nuovi punti di vista e nuove idee sui temi di interesse comune. Vi invitiamo a prendere parte allo sciopero di Ancona e a formare e a rinforzare la vostra e la nostra coscienza critica.

mercoledì 10 dicembre 2008

10 dicembre ASSEMBLEA D'ATENEO

Oggi, 10 dicembre, si terrà l'ASSEMBLEA d'ATENEO presso l'aula magna della facoltà di Economia alle ore 12:00. 
Dall'assemblea, indetta dalla CGIL, usciranno le idee e i progetti per costruire gli ultimi momenti di mobilitazione, per questo anno, contro le leggi 133/08 e 169/08.
UNIURBinLOTTA non ha la minima intenzione di terminare la sua mobilitazione contro le politiche di questo governo che mirano a distruggere l'Università pubblica.
L'Onda anomala non si ferma perchè non vogliamo che si fermi!

martedì 9 dicembre 2008

OGGI POMERIGGIO, AULA C1, ORE 17.00, ASSEMBLEA STUDENTI!

Gli studenti e le studentesse di uniurbinlotta aderiranno all'ASSEMBLEA D'ATENEO indetta dalla CGIL domani, ore 12,00, nell'aula magna della facoltà di economia. Spargiamo la voce, partecipiamo in massa!
Oggi pomeriggio, alle 17,00, ci sarà invece un'assemblea studenti nell'aula C1 per organizzare la nostra partecipazione all'assemblea di domani, alla manifestazione di Ancona del 12 e alla successiva assemblea regionale. Vi aspettiamo numerosi!

sabato 6 dicembre 2008

LA GIOVENTU' RASSEGNATA

L'anno accademico 2008/2009 è iniziato all'insegna dell'indignazione dell'intero mondo universitario.
Un’indignazione suscitata dalle scriteriate riforme che il governo sta portando avanti da qualche mese, e dalle oltraggiose affermazioni di personaggi politici come Cossiga e Berlusconi.

In questo panorama critico, dove si collocano i giovani di Urbino?
Bhè, per quanto ne so io, la popolazione studentesca è fortemente divisa tra persone che si danno veramente da fare per cambiare lo stato delle cose, ed altre che invece si sono rassegnate al loro destino.
A queste ultime voglio chiedere: quante altre volte vi farete mettere i piedi in testa da questi politicanti?
Quanti altri attentati alla vostra libertà dovrete subire prima che si risvegli in voi la voglia di rivendicare i vostri diritti?
Credo che sia davvero avvilente sapere che ci sono persone rassegnate già all'età di 20 anni!!
A parer mio dovrebbero essere insito nei giovani il bisogno di affermarsi, ma soprattutto la voglia di chiedere alla società ciò che gli è dovuto!

Siamo tutti d'accordo nel disaccordo, eppure quanti di noi danno una mano concreta a coloro che di questa protesta si stanno occupando, anche mettendo a rischio le loro carriere accademiche?
A tal riguardo vorrei ringraziare tutti i ragazzi di UNIURBinLOTTA, che mettono a disposizione di gente che come me sta muovendo i primi passi nella protesta, il loro tempo ed il loro sapere!

Queste mie parole vogliono solo essere uno spunto di riflessione, perchè in questi ultimi tempi si sta mettendo a rischio il nostro futuro, e noi non dobbiamo permetterlo.
Altea Pierpaoli

giovedì 4 dicembre 2008

Generalizziamo lo sciopero. 12 Dicembre TUTTI ad Ancona!!!

Proposta per un'Assemblea regionale NO133

L’assemblea di UNIURBinLOTTA ha in questi giorni affrontato un’intensa discussione in riferimento all’intenzione da parte delle diverse realtà NO 133 marchigiane di incontrarsi per costruire assieme un’assemblea regionale.

La data odierna del 4 dicembre è stata da tempo individuata come primo momento di coordinamento in vista dello sciopero del 12 dicembre; momento organizzativo a cui riteniamo debba seguire un’assemblea regionale che si concentri invece sui contenuti della protesta ed apra un confronto sulle diverse modalità che la mobilitazione ha assunto a livello territoriale.

La volontà che emerge dalla nostra assemblea è quella di trovare dei punti di condivisione a partire dai quali costruire percorsi di lotta comuni, mantenendo il massimo rispetto per la pluralità del movimento.

A questo scopo proponiamo come data proprio il 12 dicembre, giorno in cui saremo tutti assieme in piazza ad Ancona. Questo giorno ci sembra il più adatto per garantire un’ampia partecipazione all’assemblea.

Al fine di garantire una discussione aperta che coniughi la necessità di un dibattito organico e costruttivo alla volontà di limitare al massimo il principio di delega, proponiamo il seguente metodo di lavoro:

- un intervento iniziale per ateneo che spieghi i temi sui quali la mobilitazione si è concentrata e le modalità che questa ha assunto nelle diverse realtà, oltre a delineare le prospettive future;

- chiusa questa prima fase introduttiva il dibattito dovrebbe essere aperto a tutti i partecipanti all’assemblea, senza alcun tipo di limitazione (salvo interventi troppo prolissi);

In entrambi questi momenti riteniamo importante la presenza di uno o più verbalizzatori.

In seguito, sulla base degli interventi sarebbe importante la produzione, non tanto di un documento, ma di un comunicato che riporti in estrema sintesi i temi condivisi dall’assemblea.

Per permettere la scrittura agevole di questo comunicato pensiamo sia utile formare un gruppo di lavoro composto da 2/3 delegati per ateneo.

Invitiamo le altre assemblee marchigiane a discutere la nostra proposta e rispondere in maniera tempestiva al nostro appello.

BUONA LOTTA!

UNIURBinLOTTA

lunedì 1 dicembre 2008

Assemblea Plenaria 2 dicembre Nuovo Magistero c1 h. 17:00

Continua la mobilitazione contro un governo sordo alle più elementari richieste degli studenti e delle altri parti sociali di garantire il sacrosanto diritto allo studio nell'Università pubblica.
Martedi 2 dicembre è indetta l'Assemblea Plenaria nell'aula autogestita per discutere principalmente di due tematiche

- programma della movimento da portare all'assemblea regionale dei movimenti studenteschi che avrà luogo ad Ancona il 4 dicembre.

- organizzazione dello sciopero generale dei lavoratori del 12 dicembre indetto dalla CGIL.
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Informiamo che martedì 2 dicembre c'è il convegno con il Prof. Baldacci, Preside di Scienze della Formazione di Urbino e Presidente della Società Italiana dei Pedagogisti (SIPED), a Fano presso il Cinema Masetti alle ore 21:00. Caldeggiamo questa iniziativa poiché è stata organizzata dal Comitato genitori ed insegnanti che ha lavorato veramente sodo per realizzarla, pagando di tasca propria anche il costo della sala.

sabato 29 novembre 2008

NoTtE aNoMaLa 28/11/08

Una vibrante serata autogestita dagli studenti. Il Nuovo Magistero che per una sera rimane aperto e ritrova, a nostro avviso, la sua vera natura: spazio aggregativo, culturale, politico e, perchè no, anche di intrattenimento. Saperi in movimento.
La capacità di organizzarsi collettivamente degli studenti ha mostrato, ieri sera, il suo volto migliore, esprimendo un senso diffuso di responsabilità e civiltà che da più parti si mette in dubbio quando si parla della categoria sociale dei "giovani".
Il movimento studentesco non propone, fa.
Non parla di autoformazione, la pratica.
E quindi film e dibattiti, seminari autogestiti, laboratori grafico-artistici, momenti musicali, un piccolo servizio di ristoro (...), molta controinformazione (che tra i vari auto- ha prodotto anche dell'interessante autocritica) e tanta tanta voglia di autodeterminarsi.
Perciò ringraziamoci! Grazie uniurbinlotta, grazie pantarei, grazie studentisia, grazie amnesty international; grazie a chi ha partecipato e a chi ha contribuito, suonato, cucinato, informato... pulito!
L'Onda non si ferma!!!













Verso lo sciopero generale...

giovedì 27 novembre 2008

Comunicato stampa "Notte Anomala"

La serata del 28/11/2008 è stata ribattezzata Notte Anomala dal movimento universitario, per continuare ad esprimere attraverso un’iniziativa socio-culturale la natura propositiva e partecipativa della collettività studentesca.
Il Magistero rimarrà aperto nella serata dalle ore 20 fino alle ore 2, con una disponibilità del piano C dello stabile, ed un programma autogestito nelle diverse aule, che prevede: la proiezione del film In questo mondo libero di Ken Loach in aula C1 allestita da Uniurbinlotta con una mostra fotografica; una discussione sulle problematiche degli studenti diversamente abili in C2 ed una serie di laboratori artistico-creativi curati dagli studenti dell’ISIA in C3. Saranno inoltre presenti banchetti informativi di Amnesty International, Associazione Culturale Pantarei e una più generale documentazione informativa del movimento. La volontà è quella di proseguire la mobilitazione contro la politica del governo, con particolare denuncia ai tagli indiscriminati a scuola,università e ricerca previsti dalla riforma Gelmini e dalla finanziaria del Ministro Tremonti. In questi anni abbiamo assistito ad uno smantellamento della pubblica istruzione a favore di una privatizzazione del libero sapere, che trova nella normativa vigente la sua più drammatica puntualizzazione. Il rischio del silenzio è quello di essere conniventi con un modello culturale che propugna la mercificazione del sapere, l’omologazione del pensiero ed un’istruzione classista. La protesta coinvolge trasversalmente tutte le componenti di Ateneo, studenti, docenti e personale tecnico-amministrativo, le scuole elementari, medie e superiori,gli istituti del comparto AFAM e la cittadinanza critica.
La precarietà è sempre più invasiva, è cifra interpretativa del nostro tempo ed è drammaticamente tangibile coinvolgendo non solo il mondo del lavoro, con il suo drammatico seguito di morti, infortuni, e illegalità diffusa, ma anche quello scolastico che sembra non poter fare affidamento nemmeno più sulle fondamenta che lo reggono. Il crollo del soffitto del liceo torinese, che a Rivoli ha causato la morte ad un ragazzo di appena diciassette anni, è brutalmente rappresentativo del crollo generale in cui le mura delle scuole sprofondano come l’ideale che le ha viste erigere.
Respingiamo in questa sede i tentativi di criminalizzazione perpetrati da una stampa sempre più compromessa e sempre meno indipendente nei confronti di un movimento, che se pur radicale ed antagonista, ha dimostrato di portare in piazza un’ideale democratico e pacifico. Esprimiamo perciò piena solidarietà ai quindici studenti inquisiti per gli scontri di P.zza Navona, causati dalla strumentale provocazione di uno sparuto ma violento gruppo di facinorosi neofascisti, che hanno goduto della connivenza delle forze dell’ordine, paralizzate nel loro intervento da una colposa e perciò perseguibile omissione.
In conclusione, ricordiamo che l’ideale che guida i pensieri e le azioni del movimento universitario è da ricercarsi nella Costituzione Repubblicana che afferma un sapere pubblico, libero e gratuito e riconosce il diritto agli studenti meritevoli ma disagiati di accedere ai più alti livelli di formazione, che prevede un’uguaglianza formale e sostanziale dei cittadini di fronte alla legge,una democrazia ed una giustizia sociale progressiva in accordo ad un rinnovato sentimento antifascista.
L’Onda Anomala non si arresta!

Uniurbinlotta non dorme, l'Onda non si ferma! venerdì28dalle20alle2NOTTE ANOMALAinMagistero!


Diffondi l'iniziativa, passa parola!

sabato 22 novembre 2008

Cosa significa radicalizzarsi


Il movimento degli studenti ha riportato nelle università la discussione politica, svegliando una generazione dal torpore in cui sembrava assopita. Il movimento ha manifestato in questi mesi la sua “irrappresentabilità”: non esiste forza politica in cui la protesta negli atenei si identifichi, le identità dei partiti continuano a sembrare lontane dalle rivendicazioni degli studenti. Nelle università, infatti, si prova un disagio diffuso, sentito quotidianamente dalle figure che al suo interno vi operano, e nessuna ricetta generale sembra rispondere pienamente alla molteplicità dei temi del movimento.

Il percorso di riforma dell’università degli ultimi quindici anni, con il pretesto di avvicinare lo studio al mercato del lavoro, ha creato un modello di formazione frammentario e disorganico: l’università non si pone più il fine di produrre intellettuali, ma un “esercito di riserva di lavoratori precari”, nutriti di alte aspettative e pronti a immettersi nel settore del terziario avanzato in ruoli professionali sviliti e servili. Ciò che ora bisogna comprendere è che i tagli del duo Tremonti-Gelmini sono solo l’ultima concretizzazione di un processo di frammentazione del sapere funzionale ad una trasformazione della società in senso antiegualitario e oligarchico. E’ in corso un processo che modifica concretamente la trasmissione dei saperi per legittimare uno sfruttamento sempre maggiore del lavoro “intellettuale”, che, si capisce, si lascia maggiormente sfruttare se si fonda su un “sapere” disorganico e superficiale: chi, durante il proprio percorso di formazione universitaria, non riesce ad acquisire una visione completa e profonda del proprio ambito di studi, è maggiormente sfruttabile, ricattabile, trascinabile in un ruolo lavorativo esente da ogni responsabilità e riflessione generale.

Le società occidentali, e in particolar modo quella italiana, sono attraversate da un processo imponente di chiusura ed esclusione: le leggi sull’immigrazione, che tendono a creare un esercito di lavoratori disposti a tutto per il pane e quindi schiavizzabili poiché messi nella condizione di non poter rivendicare alcun diritto (sono già “criminali” per il solo fatto di essere immigrati) vanno nello stesso senso dello smantellamento della contrattazione collettiva dei contratti di lavoro, inoltre, dal punto di vista “simbolico”, servono ad impedire una saldatura di un blocco sociale che possa contrastare le oligarchie economiche e mafiose. Lo strumento di governo della nostra società diviene sempre più quello di mettere i poveri contro i più poveri, gli emarginati contro i più emarginati. Il sapere critico subisce in questo momento la stessa forma di esclusione; smantellare l’università pubblica si inserisce in questo progetto a lungo termine.

E’ per questo che oggi il movimento studentesco deve radicalizzarsi. La protesta contro i tagli deve svilupparsi in una presa di posizione sulla società nel suo complesso. Ma questo deve avvenire senza leaders e senza identità precostituite. Ogni gruppo in movimento, nel proprio ambito di studio, deve ora interrogarsi su quello che rivendica come “il proprio futuro”. E’ necessaria, in questa fase, la massima autorganizzazione, la più completa acefalia: nessuno, infatti, in questo momento ha risposte definite e generali. Per esempio: gli studenti di giurisprudenza devono iniziare a capire cosa il sistema giuridico chiede al loro “sapere”, mentre il diritto si trasforma per lasciare sempre più impuniti i potenti e criminalizzare ogni forma di devianza; gli studenti delle facoltà scientifiche devono interrogarsi sul potere dei gruppi economici nella definizione delle applicazioni tecniche della scienza; gli studenti di medicina devono interrogarsi sull’idea di malattia, su come questa possa essere soggetta a molteplici interpretazioni, delle quali oggi il potere incondizionato delle lobby farmaceutiche-baronali privilegia quelle più inumane, orientate solo ad estorcere soldi e paura dai “corpi malati” che le contraddizioni sociali producono; gli studenti di psicologia devono interrogarsi sul concetto di “normalità” in base al quale i DSM valutano la malattia mentale, sulle forme legalizzate di droghe farmaceutiche che svuotano la contraddittorietà dell’esperienza personale per renderla mero fatto neurofisiologico, “curabile” con una pratica che si fonda più sulla “neutralizzazione” che sulla comprensione; gli studenti di “beni culturali” dovrebbero interrogarsi sul ruolo che la cultura ha nella società; gli studenti di pedagogia dovrebbero interrogarsi sulle pratiche di esclusione e umiliazione che la scuola pratica per sua natura su certe fasce della popolazione; gli studenti di sociologia dovrebbero denunciare le menzogne intrise di buonismo che, in bocca agli uomini politici, giustificano scelte razziste, violente e discriminatorie; gli economisti dovrebbero chiedersi come mai il nostro sistema produttivo, cullato per trent’anni dalle sirene del liberalismo, non è riuscito a trovare nessuno che mettesse in guardia governi e poteri economici rispetto alle possibilità della grave crisi di sistema che stiamo vivendo e che nessuno di noi vorrebbe pagare; gli studenti di giornalismo dovrebbero chiedersi qual è il futuro che chiedono ad un sistema dell’informazione fondato sull’autocensura e la superficialità.

Questi sono solo degli indirizzi generali, degli spunti, che ognuno dovrà elaborare autonomamente a partire dalla propria esperienza e dal senso di responsabilità che questa mobilitazione ha fatto rinascere. Perché questa è la grande novità: gli studenti nelle università, su cui è stato scaricato il costo di scelte economiche e politiche fallimentari, hanno alzato la testa, hanno detto no. Questo è ciò che gli studenti sono ancora in grado di fare, a differenza degli immigrati criminalizzati, dei diversi psichiatrizzati, dei poveri costretti a sentirsi in colpa per la loro povertà. Oggi, nella voce degli studenti che giustamente rifiutano ogni identità di una politica da cui si sentono lontani e manipolati, può riecheggiare il riscatto di ogni oppressione. Questo significa radicalizzarsi: comprendere che lo smantellamento dell’università pubblica è solo un fase di un processo di evoluzione della società verso esiti autoritari e opprimenti. Quindi, ciascuno attorno e sé ricostituisca quello spazio pubblico che la propria responsabilità vuole abitare. L’onda non si ferma.

L.N.

venerdì 21 novembre 2008

Lunedì 24 novembre dalle ore 14 assemblea in aula c1 autogestita...UNIURBinLOTTA non si ferma!!!

- dalle ore 14 alle ore 15 - Assemblea dei lavoratori precari dell' Università di Urbino
La FLC-CGIL, nella persona di Lilli Gargamelli, incontra i precari per raccontare gli ultimi sviluppi sulle stabilizzazioni e sui contratti triennali. L'appuntamento salvo modifiche si terrà presso l' Aula C1 del Nuovo Magistero.

- dalle ore 15 - Assemblea studentesca
Uniurbinlotta continua la mobilitazione con una nuova iniziativa: la notte bianca in Magistero!!! Dobbiamo discutere l'organizzazione di questo appuntamento che è una bellissima occasione per il movimento di ritrovare slancio, dopo la manifestazione del 14 e l'assemblea nazionale. Una volta messa a punto l'organizzazione dell'evento, pubblicheremo il programma della serata.

No Gelmini, non è finita...non è che l'inizio!

giovedì 20 novembre 2008

SEGNALAZIONI - C1 Autogestita: un giovane visitatore!



Hello!
Pensavo potessero far piacere queste foto del giovanissimo 'futuro studente' che il 14 novembre ha fatto visita alla C1 Autogestita. In attesa di una sua nuova visita il giovanissimo 'futuro studente' e i suoi genitori si uniscono alla lotta degli studenti del Movimento.
NO alla Gelmini - NO 133
Hasta siempre,
E.