giovedì 25 dicembre 2008

Il ministro augura una buona, prosperosa e sana ignoranza a tutti!


Cari studenti facinorosi, sono la vostra amata ministra Gelmini.

Dopo il cinque in condotta e il maestro unico, ho una nuova idea che potrà risollevare la scuola italiana.

Da dove inizia l’istruzione? Dall’asilo. E proprio qui bisogna intervenire, perché i bambini diventino obbedienti e ligi al dovere.

E le favole, con la loro sovrabbondante fantasia e il loro dissennato spreco di personaggi, li allontanano dal sano realismo e dal doveroso conformismo e alimentano il pericolo del fuori tema, della deboscia, della droga e del bullismo facinoroso.

Perciò per decreto legge istituisco il Mostro Unico.

Sarà proibito leggere favole che contengano più di un mostro o di un cattivo, con relativo aggravio per la spesa pubblica, e soprattutto si dovrà, in ogni fiaba, sottolineare la natura perversa, facinorosa e vetero-comunista di questo mostro.

Secondo il DMU (decreto mostro unico) sono proibiti ad esempio Biancaneve e i sette nani, perché Grimilde e la strega sono un costoso e inutile sdoppiamento di personalità nocivo all’immaginario dei giovani alunni, per non parlare dell’ambigua convivenza tra Biancaneve e i sette piccoli operai, di cui uno, Brontolo, sicuramente della Cgil.

Cappuccetto Rosso è ammesso, ma si sottolinei come il cacciatore è evidentemente della Lega e il lupo di origine transilvana e rumena.

Proibito Ali Babà e i quaranta ladroni, ne basta uno. Abolito Peter Pan, troppi pirati che gravano sulle casse dello stato. Abolito Pinocchio, anche accorpando il gatto e la volpe in un unico animale, restano il vilipendio ai carabinieri e il chiaro riferimento a Mediaset del paese dei balocchi.

Ammesso Pollicino ma dovrà chiamarsi Allucione ed essere alto uno e settanta, per non costituire un palese sberleffo al nostro amato presidente del consiglio.

Proibito Hansel e Gretel, perché i mostri sono due, la madre e la strega, e inoltre si parla troppo di crisi economica.

Proibito il brutto anatroccolo. Se uno è brutto, lo è per motivi genetici e tale resterà. Inoltre Andersen era gay.

Parimenti proibito il gatto con gli stivali per la connotazione sadomaso.

Proibita, anzi proibitissima Cenerentola. Le cattive sono tre e assomigliano tutte a me.

Cioè alla vostra ministra superficiale, impreparata e ciarliera. Ma la vostra Ministra Unica.

Stefano Benni

mercoledì 24 dicembre 2008

O SAREMO NOI A SCRIVERE LA STORIA, O LA STORIA SARÀ SCRITTA SENZA DI NOI

Il calpestato mondo di coloro che hanno soltanto formalmente riconosciuti i propri diritti, e coloro che invece legittimamente li rivendicano, non solo si sta risvegliando, ma si sta organizzando. Riportiamo il documento dei lavoratori greci in mobilitazione pubblicato sul blog studentesco  gseefreezone.blogspot.com:

Noi operai, impiegati, disoccupati, lavoratori precari, greci o immigrati, che non siamo spettatori e abbiamo partecipato dal primo momento alle manifestazioni, agli scontri con la polizia, alle occupazioni nel centro e le periferie d'Atene; noi che molte volte abbiamo dovuto lasciare il nostro posto di lavoro e i nostri impegni quotidiani per scendere in piazza fianco a fianco con gli alunni, gli studenti e gli altri proletari in lotta,

abbiamo deciso di occupare la sede della Confederazione Generale dei Lavoratori della Grecia (CGLG) per:

- Trasformarla in un luogo di libera espressione e d'incontro dei lavoratori;
- Far cadere il mito creato dai media, secondo il quale i lavoratori erano e sono assenti dagli scontri e che la rabbia manifestata tutti questi giorni riguarda solo 500 "anarchici" e "hooligans" e frottole del genere, mentre negli scermi televisivi i lavoratori erano presenti come le vittime degli scontri, nello stesso momento in cui i licenziamenti di migliaia di lavoratori provocati dalla crisi capitalista in Grecia e in tutto il mondo vengono presentati come qualcosa di "naturale".
- Denunciare e portare alla luce il ruolo della burocrazia sindacale nel minare la rivolta e non solo questa. La CGLC e tutto l'apparato burocratico che la appoggia, da decenni mina le lotte dei lavoratori; negoziano la nostra forza-lavoro, prolungando il regime dello sfruttamento e della schiavitù salariata. È esemplare il suo atteggiamento mercoledì scorso (10 dicembre) quando hanno annullato il corteo programmato per quel giorno e si è limitata ad un breve concentramento in piazza Sintagma, cercando di isolare i manifestanti dal "virus" della ribellione.
- Perché vogliamo aprire per la prima volta ai lavoratori – come conseguenza della "frattura" nel sociale che ha prodotto questa rivolta - questa sede costruita con i nostri contributi e dalla quale siamo esclusi. Per tutti questi anni abbiamo affidato il nostro destino a "salvatori" di ogni genere fino al punto di perdere ogni traccia di dignità. In quanto lavoratori dobbiamo assumere le nostre responsabilità invece di delegare le nostre speranze a leaderini "illuminati" e "abili" rappresentanti. Dobbiamo prendere la parola in prima persona, incontrarci tra di noi, parlare e decidere per agire contro l'attacco su tutti i fronti che stiamo subendo. Creare forme di "resistenza collettiva" dal basso costituisce l'unica soluzione.
- Promuovere l'idea dell'autorganizzazione e della solidarietà nei posti di lavoro; dei comitati di lotta e delle iniziative collettive dal basso, abolendo le burocrazie sindacali.

Per anni e anni abbiamo dovuto sopportare la miseria, il ruffianesimo e i soprusi nei posti di lavoro. Ci siamo abituati a contare i nostri i colleghi morti, la cui morte viene etichettata come "incidenti sul lavoro". Ci siamo abituati a disinteressarci degli immigrati - i nostri fratelli in lotta - che vengono assassinati. Ci siamo stufati di vivere con l'ansia di come procurarci il salario, i contributi e una pensione che sta diventando sempre di più un miraggio.
Nello stesso modo in cui stiamo lottando per non abbandonare la nostra vita nelle mani dei padroni e dei burocrati, non abbandoneremo mai nelle mani dello Stato e dell'apparato giudiziario i rivoltosi arrestati.

RILASCIO IMMEDIATO DEGLI ARRESTATI E CHIUSURA DEI PROCEDIMENTI PENALI CONTRO DI LORO

AUTORGANIZZAZIONE DEI LAVORATORI

SCIOPERO GENERALE


Assemblea Generale di Operai in Rivolta

lunedì 22 dicembre 2008

APPELLO URGENTE PER LA SECONDA LINGUA COMUNITARIA

UNIURBinLOTTA aderisce e pubblica il seguente appello promosso dalla ReteDocentiPrecariMarche :

Dear All,

negli ultimi mesi abbiamo ribadito tutti insieme il nostro NO alla distruzione della scuola pubblica. I primi provvedimenti riguardavano in particolare la scuola primaria e la Rete si è trovata unita nel difendere l’impianto didattico del modulo. Ora la cosiddetta “riforma” tocca la scuola secondaria di primo grado e nelle prossime settimane saranno ufficiali i ridimensionamenti nella secondaria di secondo grado. Premesso che personalmente ritengo che bisogna battersi uniti, so benissimo che nei prossimi mesi la lotta si farà ancora più difficile se ognuno di noi difenderà la propria disciplina dalle riduzioni d’orario senza una visione complessiva dei provvedimenti.

Detto ciò la mia posizione sarà di PIENO appoggio a tutti gli appelli che giungano da colleghi delle discipline SFAVORITE dai provvedimenti del governo (cioè praticamente TUTTE).

Allo stesso tempo ribadisco che dobbiamo ricompattarci se vogliamo ottenere risultati. Quindi auspico che si possa creare un documento comune (magari quando i dati delle superiori saranno ufficiali) nel quale siano presenti TUTTI gli ordini di scuola e TUTTE le discipline … per evidenziare i danni alla QUALITA’ della scuola statale italiana … spero così che finalmente i precari ATTIVI saranno più numerosi (ma anche i genitori, i colleghi di ruolo, le parti sociali ecc. ecc.) e che proprio quei NUMERI facciano capire al governo che ESISTIAMO e che ci battiamo per una scuola di qualità per tutti e non SOLO per difendere il nostro posto di lavoro!!!!!!!!!!

Per le ragioni di cui sopra e anche perché sono fermamente convinta che lo studio di PIU’ lingue straniere sia uno strumento per “ampliare gli orizzonti” dei ragazzi italiani … vi invio quest’appello … e vi invito ad inviarlo agli indirizzi riportati (io l’ho già fatto!) …  affinché quando saranno i nostri figli a governare questo paese possano davvero far entrare l’Italia in Europa …

Melanie  - Rete Docenti Precari Marche


APPELLO URGENTE PER LA SECONDA LINGUA COMUNITARIA

Il 18 dicembre 2008, in Italia, il Consiglio dei Ministri ha approvato lo schema di regolamento per la riorganizzazione della rete scolastica. Lo schema, all'articolo 16, recita: "/a richiesta delle famiglie è introdotto l'insegnamento potenziato dell'inglese per 5 ore settimanali in sostituzione dell'insegnamento della seconda lingua comunitaria/".

Dal prossimo anno scolastico gli studenti italiani, nella secondaria di primo grado, potranno scegliere di non studiare una seconda lingua comunitaria. Il francese, lo spagnolo ed il tedesco rischiano così di scomparire dalla scuola dell'obbligo. Questo provvedimento aiuterà gli italiani a sentirsi più europei? A tutti è noto il grande divario linguistico che ci divide dagli altri paesi dell'UE, parliamo poco le lingue straniere. Adesso le parleremo ancor di meno! 

Negli altri paesi europei si investe sulla conoscenza di una seconda lingua straniera.

Pensiamo che anche l'Italia dovrebbe fare lo stesso!


Io sottoscritto ........................, chiedo al commissario europeo per il multilinguismo, Leonard Orban, al commissario europeo per l'istruzione, Jan Figel, alle istituzioni, ai parlamentari, all'Unione Europea, alle Ambasciate, agli Istituti culturali e a chi ha voce in capitolo, di intervenire con richieste ufficiali scritte affinché questo regolamento antieuropeo sia rivisto e corretto.


Mittente:

Nome: ..................

Cognome: ..................

Indirizzo: ............................... (Italia)

Email: ...............................


Copiate i seguenti indirizzi e inviate l’appello con i vostri dati:

CAB-ORBAN-CONTACT@ec.europa.eu; 
Cab-FIGEL@ec.europa.eu; 

venerdì 19 dicembre 2008

SEGNALAZIONI - L’Associazione Culturale PantaRei Urbino denuncia i disservizi legati al trasporto degli studenti e delle studentesse con disabilità

Il diritto a circolare liberamente sul territorio nazionale è sancito dall’art.16 della nostra Costituzione. A questo articolo si aggiunge l’art.26 della legge 104/92 la quale stabilisce che “le regioni disciplinano le modalità con le quali i comuni dispongono gli interventi per consentire alle persone disabili la possibilità di muoversi liberamente sul territorio, usufruendo, alle stesse condizioni degli altri cittadini, dei servizi di trasporto collettivo appositamente adattati o di servizi alternativi.” All’interno di questo quadro normativo si dovrebbero muovere le istituzioni, garantendo quindi il diritto alla mobilità per tutti/e. 
Purtroppo dobbiamo ancor oggi denunciare come questo diritto, tanto elementare quanto fondamentale, non sia nella pratica rispettato. Per gli studenti e le studentesse con disabilità motorie ogni spostamento è fonte di preoccupazione, giustificata dalle continue inefficienze del servizio loro fornito. Sono decine gli episodi, l’ultimo dei quali risale a pochi giorni fa, nei quali il trattamento riservato dall’azienda dei trasporti locale alla persone con disabilità è discriminatorio e, oltre a violare le leggi già richiamate, manca del rispetto e della sensibilità minima verso questi studenti e queste studentesse. Pedane che non funzionano, autisti che non si fermano ed una gestione generale del servizio che non possiamo ritenere accettabile è quanto riscontriamo quotidianamente.
Questa situazione si inserisce all’interno di un quadro già discriminante. La “Convenzione per il servizio di trasporto agevolato ad uso degli studenti dell’ateneo di Urbino e degli altri aventi titolo” (sottoscritta da Adriabus, ERSU, Università e comuni di Urbino e Fermignano) all’art.1 punto C prevede infatti “un servizio a chiamata per gli studenti disabili in carrozzella, da effettuarsi per consentire lo spostamento dal loro domicilio al luogo di studi e comunque solo dalle ore 7,30 alle 19,30 e con almeno un giorno di preavviso”. Non serve essere dei giuristi esperti per rendersi conto delle limitazioni che gli studenti e le studentesse con disabilità subiscono. A loro sono permessi spostamenti solo per ragioni di studio. L’orario è limitato alle ore diurne. E’ necessaria una programmazione degli spostamenti. Tutto questo è stato denunciato in diverse occasioni dalla nostra associazione e dal Consiglio degli Studenti. 
In questi giorni è in discussione la convenzione sui trasporti per l’anno 2009. Ci aspettiamo, a fronte delle nostre richieste, che si protraggono già da diversi anni, un deciso cambio di rotta da parte delle istituzioni competenti.
Non chiediamo privilegi, ma il semplice rispetto del diritto alla mobilità per tutti/e!
Associazione Culturale PantaRei Urbino

COME SI PUò DIMENTICARE?




Venerdi 12\12 l'assemblea generale della scuola del Politecnico di Atene occuppata, ha deciso di lanciare un appello per realizzare una giornata di manifestazioni in tutta l' Europa e il mondo, il giorno Sabato 20-12-2008:
una giornata internazionale in memoria di tutti i giovani e gli emigrati assassinati e in memoria di tutti coloro che lottano contro i lacchè dello stato, Carlo Giuliani, e i giovani dei sobborghi in Francia, Alexandros Grigoropoulos e numerosi altri in ogni angolo della terra.

Le nostre vite non appartengono agli stati ne ai loro assassini! La memoria delle nostre sorelle e fratelli, amici e compagni vive nelle nostre lotte.
Per favore traducete e diffondete questo messaggio il più velocemente possibile per il coordinamento di una comune giornata di azioni di resistenza in più parti del mondo.


Al sito SenzaSoste.it sono raccolti tutti i caduti uccisi dallo stato, morti mai riconosciuti come vittime ma, al massimo come errori.

A questa lista parziale possiamo aggiungere anche Marcello Lonzi, Maurizio Tortorici, Federico Aldrovandi, Aldo Bianzino. Basta un qualsiasi motore di ricerca per trovare documenti e informazione su questi recenti morti per mano dello Stato.

mercoledì 17 dicembre 2008

Quei fannulloni dei ricercatori...

Nature conferma: i ricercatori italiani non sono fannulloni.

di Pietro Greco

"Lo abbiamo già detto. Il mondo della ricerca in Italia ha molti malanni e qualche patologia grave. Ma non è un mondo di fannulloni. Qualche ulteriore dato statistico, raccolto in sede internazionale, ci aiuta a corroborare questa tesi. Tra il 1997 e il 2001 l'Italia schierava nel campo della ricerca poco meno di 70.000 ricercatori: il 3,1% del totale mondiale. Nel medesimo periodo questi ricercatori hanno pubblicato su riviste scientifiche internazionali con peer review oltre 147.000 articoli: il 4,1% del totale mondiale.

Tra l'1% degli articoli più citati al mondo ve ne figuravano ben 1.630 firmati da italiani: pari al 4,31% del totale. Se dividiamo questi articoli per il numero di ricercatori italiani, troviamo che ogni 100 ricercatori nel nostro paese 2,28 producono un articolo ad altissimo impatto. Una percentuale che, certo, è inferiore a quella del Regno Unito (3,27 articoli ad alto impatto ogni 100 ricercatori) o del Canada (2,44). Ma nettamente superiore a quella di Stati Uniti (2,06), Francia (1,67), Germania (1,62), Giappone (0,41).

Questi dati pubblicati dalla rivista Nature dimostrano, quanto meno, che i ricercatori del nostro paese sono "dentro" il sistema scientifico internazionale e sanno competere alla pari coi colleghi di altri paesi.

In alcuni settori c'è una vera e propria eccellenza. Altri dati, pubblicati da Sciencewatch e accessibili a tutti in rete, ci dicono che negli anni successivi al 2001, per esempio tra il 2003 e il 2007, la percentuale di articoli firmati da italiani sul totale mondiale è aumentata: passando al 4,46%. E che la qualità di alcuni settori della ricerca è davvero eccellente. I fisici italiani, per esempio, pubblicano il 5,09% del totale mondiale degli articoli in fisica, e hanno un numero di citazione (indice di qualità) che è del 20% superiore alla media mondiale. Nella scienza agrarie la qualità è addirittura maggiore (gli articoli degli italiani ottengono un numero di citazione del 21% superiore alla media mondiale). Molto citati rispetto alla media mondiale sono anche i nostri articoli in medicina clinica (+ 17%), in psicologia e psichiatria (+16%), in scienze spaziali (+12%), in matematica (+9%). Siamo meno bravi nei settori dell'economia (24% di citazioni in meno rispetto alla media mondiale), in bilogia molecolare e genetica (- 16%), in microbiologia (- 14%), in botanica e zoologia (- 12%)."

Tratto da http://scienza.blog.unita.it//Nature_conferma__i_ricercatori_italiani_non_sono_fannulloni_58.shtml

domenica 14 dicembre 2008

ASSEMBLEA 15 DICEMBRE ORE 17:00 C1

Il movimento degli studenti è sceso nel campo politico negli ultimi mesi per cambiare lo stato delle cose. Perchè l'attuale crisi non ci spogli dei diritti sociali-politici e non ci lasci navigare nelle calme acque di questi ultimi giorni, il periodo natalizio dovrà essere un momento di riflessione, studio ed autocritica per far ripartire la mobilitazione.

I temi in discussione saranno:
- azioni da intraprendere nei paesi di origine
- organizzazione dell'assemblea regionale
- riflessioni indipendenti

venerdì 12 dicembre 2008

LA PIOGGIA PUO' RENDERCI SOLTANTO PIU' INCAZZATI!!!

UNIURBinLOTTA, insieme a tutti i movimenti studenteschi d'Italia, ha aderito oggi allo sciopero indetto dalla CGIL e ha manifestato accanto ai lavoratori marchigiani lungo le bagnate vie di Ancona. 
In 10000 (Repubblica e Corriere della Sera) abbiamo gridato il nostro dissenso verso le distruttive politiche del governo, che affronta la crisi amplificando le negative conseguenze che essa produce. 
In 10000 siamo scesi in piazza, sfidando le intemperie, a protestare, anche contro l'indifferenza di coloro che non hanno ancora capito che la società italiana viene inesorabilmente spinta verso un profondo baratro economico, sociale e culturale.
UNIURBinLOTTA e il movimento degli studenti vogliono superare la crisi ripartendo da un sapere gratuito, garantito, PUBBLICO.

Insieme ad altre realtà marchigiane in mobilitazione abbiamo prodotto il seguente comunicato stampa:

"L'Assemblea no 133 di Ancona, l'Unicam contro la 133 e Uniurbinlotta sono scese in piazza ad Ancona il 12 Dicembre affianco alla CGIL per manifestare contro la legge 133/08, in particolare gli articoli 16 e 66, e la Legge 169/08.

In questa occasione rilanciamo la nostra mobilitazione programmando un assemblea regionale condivisa con tutte le realtà universitarie delle Marche, discutendo dei contenuti e delle prossime forme di protesta.

Esprimiamo inoltre la nostrà solidarietà alla manifestazione degli studenti medi e universitari greci, dei 15 studenti e lavoratori morti in questi anni nei laboratori della Facoltà di Farmacia a Catania, e al mondo del Lavoratori colpiti dall'attuale crisi economica.

Combatteremo insieme per il nostro fututro!"







giovedì 11 dicembre 2008

VERSO LO SCIOPERO DEL 12 DICEMBRE

Pubblichiamo il nostro intervento all'Assemblea d'Ateneo del 10 dicembre.

Da ormai quasi due mesi prosegue il percorso di UNIURBinLOTTA, il movimento degli studenti del nostro ateneo che hanno deciso di prendere attivamente parte alla protesta delle università italiane contro i provvedimenti del governo Berlusconi presi in materia di istruzione e di finanziamento delle sedi di trasmissione dei saperi come scuole di ogni grado e, appunto, università.

La nostra mobilitazione ha in parte seguito le linee guida del movimento nazionale, studiando e approfondendo tematiche quali l’autoformazione, l’autoriforma, i bilanci condivisi e quant’altro, e in tali ambiti siamo tutt’ora impegnati. Ma al contempo abbiamo portato avanti anche una mobilitazione più nostra, intenta alla sensibilizzazione al miglioramento del nostro ateneo, della città e della cittadinanza urbinate, insomma una mobilitazione più territorializzata.

Abbiamo organizzato molte assemblee pubbliche, abbiamo ottenuto l’aula c1 del magistero in autogestione, e abbiamo utilizzato quella come base e punto di partenza per ogni nostro spunto, trasformandola, a seconda delle necessità, in emeroteca, in luogo di incontro di studenti, professori, precari ecc., di dibattito e di studio, in aula di proiezione ecc. Abbiamo scelto delle tematiche di interesse comune da poter approfondire in lezioni pubbliche tenute da diversi docenti delle nostre facoltà e che continuano a riscuotere un notevole successo. Abbiamo organizzato una pacifica e coloratissima manifestazione in piazza coinvolgendo tutta la cittadinanza, nonché una notte bianca all’interno del magistero tesa alla sensibilizzazione generale e alla riappropriazione simbolica degli edifici del sapere da parte degli studenti, troppo spesso ridotti a meri luoghi atti allo svolgimento delle lezioni. Stiamo cercando insomma di proporre una nuova idea di università, fatta di partecipazione, interesse, e di una continua tensione al miglioramento dal basso. Questa nostra idea non può però prescindere da alcuni punti inviolabili: l’università deve rimanere istituzione pubblica, accessibile a tutti e che garantisca il proseguo degli studi, fino a livelli d’eccellenza, a tutti gli studenti meritevoli, qualsiasi sia il loro status sociale (come tra l’altro previsto dalla nostra costituzione) senza secondi fini. Essa deve garantire in ogni circostanza una totale trasparenza, deve essere permeata dall’idea di un’assoluta democratizzazione dei suoi organi decisionali, deve costantemente promuovere e puntare all’eccellenza.

I provvedimenti presi da molti esecutivi degli ultimi quindici anni e particolarmente dall’attuale governo, e la tendenza alla trasformazione degli atenei mondiali in vere e proprie aziende inserite nel mercato globalizzato dei saperi, vanno in direzione opposta alle nostre idee di trasmissione e collettivizzazione dei saperi stessi, e per queste ragioni il nostro movimento continuerà la sua lotta e la sua mobilitazione nei prossimi mesi. Affronteremo nuove tematiche e perfezioneremo sempre più i nostri studi e le nostre proposte su quelle già prese in considerazione. E nonostante finora la nostra politica sia stata incontestabilmente pacifica e tesa a non produrre rotture di alcun tipo con le autorità del nostro ateneo e le istituzioni cittadine, vogliamo chiarire che non esiteremo a conflittualizzare la mobilitazione nel caso in cui ci saranno misure di chiusura o di mancato ascolto, o comunque tentativi di impedire con qualsiasi mezzo il perseguimento dei nostri obiettivi.

Il nostro movimento aderirà alla manifestazione generale del 12 scendendo in piazza ad Ancona, e prenderà parte all’assemblea regionale degli studenti in mobilitazione, che si terrà immediatamente dopo la manifestazione e di cui siamo stati i promotori.

Esprimiamo inoltre piena solidarietà agli studenti medi e universitari greci, che esasperati dall’autoritarismo e dalle politiche repressive del governo e delle forze dell’ordine si sono rivoltati in piazza e hanno dato vita a una nuova ondata di occupazioni di scuole e sedi universitarie. Riteniamo infatti che il comportamento abusivo e irragionevolmente violento delle polizie greche e italiane siano segno dell’incapacità dei rispettivi governi ad instaurare un serio dialogo con i giovani. Senza contare che anche in Grecia l’attuale governo conservatore è intervenuto in materia d’istruzione non meno sciaguratamente che qui in Italia, portando avanti una politica di privatizzazione e di elitarietà dei saperi di base e specifici. Molti professori hanno appoggiato le mobilitazioni studentesche astenendosi già da due giorni dalle lezioni. Speriamo vivamente che non debba scapparci il morto, anche qui in Italia, prima che una qualche coscienza critica nasca negli animi di tutti coloro, studenti, precari, professori, lavoratori ecc. in cui finora essa è stata assente e in cui sono prevalsi l’indifferenza e il disinteresse più totali per le tematiche sociali che noi stiamo trattando.

Al contempo invitiamo tutti gli studenti o comunque i simpatizzanti a visitare il nostro blog e a lavorare con noi per aggiungere nuovi punti di vista e nuove idee sui temi di interesse comune. Vi invitiamo a prendere parte allo sciopero di Ancona e a formare e a rinforzare la vostra e la nostra coscienza critica.

mercoledì 10 dicembre 2008

10 dicembre ASSEMBLEA D'ATENEO

Oggi, 10 dicembre, si terrà l'ASSEMBLEA d'ATENEO presso l'aula magna della facoltà di Economia alle ore 12:00. 
Dall'assemblea, indetta dalla CGIL, usciranno le idee e i progetti per costruire gli ultimi momenti di mobilitazione, per questo anno, contro le leggi 133/08 e 169/08.
UNIURBinLOTTA non ha la minima intenzione di terminare la sua mobilitazione contro le politiche di questo governo che mirano a distruggere l'Università pubblica.
L'Onda anomala non si ferma perchè non vogliamo che si fermi!

martedì 9 dicembre 2008

OGGI POMERIGGIO, AULA C1, ORE 17.00, ASSEMBLEA STUDENTI!

Gli studenti e le studentesse di uniurbinlotta aderiranno all'ASSEMBLEA D'ATENEO indetta dalla CGIL domani, ore 12,00, nell'aula magna della facoltà di economia. Spargiamo la voce, partecipiamo in massa!
Oggi pomeriggio, alle 17,00, ci sarà invece un'assemblea studenti nell'aula C1 per organizzare la nostra partecipazione all'assemblea di domani, alla manifestazione di Ancona del 12 e alla successiva assemblea regionale. Vi aspettiamo numerosi!

sabato 6 dicembre 2008

LA GIOVENTU' RASSEGNATA

L'anno accademico 2008/2009 è iniziato all'insegna dell'indignazione dell'intero mondo universitario.
Un’indignazione suscitata dalle scriteriate riforme che il governo sta portando avanti da qualche mese, e dalle oltraggiose affermazioni di personaggi politici come Cossiga e Berlusconi.

In questo panorama critico, dove si collocano i giovani di Urbino?
Bhè, per quanto ne so io, la popolazione studentesca è fortemente divisa tra persone che si danno veramente da fare per cambiare lo stato delle cose, ed altre che invece si sono rassegnate al loro destino.
A queste ultime voglio chiedere: quante altre volte vi farete mettere i piedi in testa da questi politicanti?
Quanti altri attentati alla vostra libertà dovrete subire prima che si risvegli in voi la voglia di rivendicare i vostri diritti?
Credo che sia davvero avvilente sapere che ci sono persone rassegnate già all'età di 20 anni!!
A parer mio dovrebbero essere insito nei giovani il bisogno di affermarsi, ma soprattutto la voglia di chiedere alla società ciò che gli è dovuto!

Siamo tutti d'accordo nel disaccordo, eppure quanti di noi danno una mano concreta a coloro che di questa protesta si stanno occupando, anche mettendo a rischio le loro carriere accademiche?
A tal riguardo vorrei ringraziare tutti i ragazzi di UNIURBinLOTTA, che mettono a disposizione di gente che come me sta muovendo i primi passi nella protesta, il loro tempo ed il loro sapere!

Queste mie parole vogliono solo essere uno spunto di riflessione, perchè in questi ultimi tempi si sta mettendo a rischio il nostro futuro, e noi non dobbiamo permetterlo.
Altea Pierpaoli