
Info per la chat
Appuntamento per le 16.00, ora italiana, l'11 Gennaio 2009 sui server irc di indymedia.org

Info per la chat
Appuntamento per le 16.00, ora italiana, l'11 Gennaio 2009 sui server irc di indymedia.org
FANO, GIOVEDI' 8 GENNAIO ore 18,00 - Piazza XX settembre
La popolazione civile di Gaza continua a subire i bombardamenti e l'attacco di Israele dopo anni di assedio e di embargo.
La popolazione civile di Israele e Palestina continua a pagare l'estremismo e la politica del terrore di Hamas e delle forze politiche israeliane.
Il mondo intero ha bisogno di pace in Medio Oriente, di vedere garantiti i diritti del popolo palestinese e del popolo israeliano all'esistenza ed alla convivenza, a vedere rispettati gli accordi internazionali.
L'Unione Europea deve intervenire con forza e determinazione per costringere le parti al dialogo ed alle trattative sulla base di un serio negoziato politico che porti a delle soluzioni entro tempi ragionevoli:
- il cessate il fuoco immediato, la fine dell'assedio, il blocco degli insediamenti e lo stop immediato dei missili su Israele.
- il sostegno concreto alla popolazione stremata e la fine dell'embargo.
- l'attuazione delle decine di risoluzioni ONU che possano stabilire una pace giusta e durevole nella zona.
- perchè non vi siano altre vite perse, siano esse palestinesi o israeliane.
E' il momento di una forte riscossa pacifista, di un movimento che sia pronto ad intervenire verso tutte le numerose "guerre locali" per prosciugare tutti i bacini dell'odio e della violenza disseminati nel nostropianeta.
E' il momento di una mobilitazione unitaria, ampia e pacifica.
Noi siamo pronti a fare la nostra parte.
Sinistra Unita, Bene Comune, Partito Democratico, Italia dei Valori, CGIL, Circolo Giovanile "Salvador Allende", Donne in nero Fano, Lupus in Fabula, Mille Voci, MIR, Emergency, Mondo Solidale, ANPI, Comitato per il parco "Bartolagi", Circolo Libertario "L. Polverari", Alternativa Libertaria, Federazione dei Comunisti Anarchici, Movimento Radicalsocialista.

Il governo chiede la fiducia sul disegno di legge, già approvato dal Senato, di conversione del decreto-legge 10 novembre 2008, n. 180. Il Ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito ha spiegato che «In considerazione della scadenza del dl prevista per il prossimo 9 gennaio, il governo ha deciso di porre la questione di fiducia sull'approvazione senza emendamenti, né articoli aggiuntivi dell'articolo unico che è stato licenziato dalla commissione Cultura identico al testo approvato in Senato» (fonte il Corriere della Sera).
Alle richiesta di apertura il governo emana l'apertura del calcio in c(*)lo. Questa è la continua risposta del governo alla democratica protesta studentesca.
L'autoreferenzialità del governo continua a seguire l'imperterrita linea politica del maestro unico. Il millantato maestro unico che ci educherà al risolutore pensiero unico. Il pensiero unico che vigilerà e sosterrà l'autoritarismo. Un autoritarismo che già si manifesta nell'esautorazione dei poteri del parlamento, sospesi dalle continue richieste di fiducia, e dal progetto presidenzialista del Presidente del Consiglio dei Ministri.
Il DECRETO-LEGGE 10 novembre 2008, n.180 che reca “Disposizioni urgenti per il diritto allo studio, la valorizzazione del merito e la qualità del sistema universitario e della ricerca.” non curerà l'ansimante Università pubblica. Tale disposizione normativa non considera come uno dei nodi cruciali la cronica inadeguatezza dei fondi pubblici e mantiene i pesanti tagli al Fondo Finanziamento Ordinario. La mancata ripartizione degli 80 milioni di euro previsti dalla Legge 27 dicembre 2006, n. 296 agli atenei che spendono più del 90% del FFO negli stipendi del personale, aggraverà ancora di più la loro situazione finanziaria. Questa generalizzazione non risolverà le inefficienze degli atenei spreconi che andrebbero, invece, analizzati singolarmente.
Il blocco del turn-over dei giovani ricercatori viene portato dal 20% al 50%, un aumento che però non regolarizza minimamente la condizione di migliaia di precari, ancora una volta condannati al girone degli “indispensabili ma marginali”. Tali scelte politiche non faranno altro che far abbassare arcora di più il rapporto docenti-studenti, già abbondantemente sotto la media OCSE, con l'inevitabile dequalificazione di tutta l'istituzione universitaria.
Il decreto ristruttura le commissioni che giudicheranno gli aspiranti professori universitari ordinari, associati e ricercatori. La lodevole iniziativa tuttavia non è supportata da un completo programma di valutazione della didattica e della ricerca dei professori, coloro che costituiscono l'elettorato attivo delle commissioni. Qualsiasi sistema è destinato ad incepparsi se in esso proliferano delle “mele marce”.
Le “Misure per la qualità del sistema universitario” prevista dal decreto deve prevedere anche la consultazione degli studenti, migliaia di cittadini che stanno chiedendo di avere l'opportunità di essere propositivi nel proprio percorso d'istruzione.
Infine, l'incremento dei finanziamenti al fondo di intervento integrativo per garantire le borse di studio agli idonei non è che un contentino. Anche l'aumento del fondo per il finanziamento dei progetti volti alla realizzazione degli alloggi e residenze non affronta seriamente la questione dell'alloggio. Inoltre, nelle disposizioni urgenti del decreto, non vengono stanziate le risorse necessarie per fronteggiare l'emergenza igienica-sismica-strutturale degli edifici scolastici denunciata da Legambiente.
Prepariamo le scarpe, dobbiamo calciare parecchi c(*)li!
Germondari Andrea
ps: al ministro M. Gelmini consigliamo di mettere dei buoni occhiali, puliti possibilmente, e leggere il Nono Rapporto sullo Stato del Sistema Universitario. Sarebbe gradita anche la comprensione, grazie.
L’Onda e le sue anime (tratto dal volume speciale di MicroMega)
Cosa c’è dentro l’Onda? Un movimento ‘liquido’ e in continua trasformazione che troppo superficialmente è stato bollato come ‘apolitico’. Ma il fatto che l’Onda non sia ‘rappresentabile’ da parte delle tradizionali organizzazioni politiche e sindacali, non significa che non abbia un’ispirazione politica. Tutt’altro. Un viaggio nelle diverse anime della protesta per scoprire la pluralità di identità che, pur nelle differenze di impostazione teorica, trovano una composizione nella critica al sistema...

Il cangiante e straripante flusso dell'Onda degli studenti ha imperversato lungo tutta l'Italia. Le irrappresentabili anime dei naviganti hanno impetuosamente svegliato il sonno della dormiente opinione pubblica.
Il fragore dell'Onda ha urtato e fatto vacillare le precarie palafitte che sorreggono l’Università pubblica. Un caldo autunno ha diffuso la paura. E la paura ha gelato i governanti arroccati nelle nostre istituzioni. La paura che i cittadini si possano organizzare per riprendere la loro istruzione e il loro stato.
Nelle ultime settimane, tuttavia, l'indomabile Onda si sta trasformando in una risacca, ricca d’idee e proposte ma carente di corpi che le mettano in pratica.
Perché l'Onda dovrebbe continuare a smuovere le stagnanti acque italiche?
Perché le leggi 133/08 e 169/08 devono essere abrogate dall'ordinamento giuridico italiano e dalle menti dei governanti che sognano un popolo ignorante e soggiogato;
perché la legge 133/08 non ristruttura l'umiliata Università pubblica ma la distrugge definitivamente con pesanti e progressivi tagli, blocco delle assunzioni e possibilità-(necessarietà) di conversioni in fondazioni private;
perché l'articolo 9 della Costituzione della Repubblica Italiana sancisce che “
perché l'articolo 33 della Costituzione stabilisce che “
perché l'istruzione è un elemento indispensabile per sostenere e difendere la democrazia;
perché l'istruzione è il fondamentale tassello che fa di un uomo un cittadino cosciente invece di un cittadino suddito;
perché l'istruzione pubblica è uno dei principali strumenti per attuare l'articolo 3 della Costituzione dove si sancisce che “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese”;
perché il taglio indiscriminato e senza criterio dei finanziamenti all'istruzione toglie il lavoro a decine di migliaia di famiglie proprio durante il periodo nero della crisi economica;
perché non vengono regolarizzati i contratti alle migliaia di lavoratori precari che grazie al loro operato, al limite del volontariato, fanno funzionare la pubblica istruzione;
perché il blocco delle assunzioni stronca la volontà dei giovani laureati che sognano un futuro nell'università e nella ricerca;
perché la legge 133/08 vuol privare i diritti dei lavoratori duramente conquistati;
perché la legge 133/08 e il decreto legge 180/08 non combatte la casta dei baroni;
perché l’articolo 34 della Costituzione stabilisce che “I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”, mentre invece le liste dei beneficiari della borse di studio non comprendono tutti gli idonei;
perché i tagli pubblici alla ricerca conducono alla paralisi il sistema sociale, culturale ed economico dell’Italia;
perché alcune ricerche scientifiche evidenziano che un elevata istruzione allunga la speranza di vita;
perché l’istruzione viene considerata dal governo come una spesa secondaria;
perché i tagli alla ricerca condannano coloro che soffrono di malattie incurabili a non avere una speranza;
perché 9 milioni di cittadini popolano le 42000 strutture scolastiche, ma soltanto il 58,64% di esse ha il certificato di agibilità statica;
perché V. Scafiti è morto alla giovane età di diciassette anni nella sua scuola per il crollo del soffitto;
perché 15 persone sono morti nei laboratori della facoltà di Farmacia di Catania. L’ultima vittima è stata una ragazza di ventiquattro anni;
perché anche il Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione è contrario ai provvedimenti del ministro M. Gelmini;
perché la legge 169/08, introducendo il maestro unico nella scuola primaria, in netta controtendenza alle attuali teorie pedagogiche, e riducendo l’orario scolastico, mette in difficoltà le famiglie e in pericolo l’istruzione dei bambini, il futuro della società;
perché i regolamenti di revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico della scuola dell’infanzia, della scuola primaria, dei licei e degli istituti tecnici sono una sistematica operazione di dequalificazione dell’istruzione;
perché il nostro dipendente pubblico M. Gelmini, Ministro della Repubblica Italiana, dovrebbe essere una figura professionale competente nel campo dell’istruzione, dell’università e della ricerca ed invece offende tutto il popolo italiano con la sua ignoranza in tali discipline;
perché il Presidente del Consiglio dei Ministri non soltanto non accetta l’articolo 21 della Costituzione, che proclama che “tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”, ma inoltre diffama ed oltraggia i cittadini che legittimamente e democraticamente criticano l’operato del governo;
perché il deviato sistema mediatico rema contro il movimento con una vasta operazione di disinformazione;
perché paghiamo con le nostre tasse lo stipendio (4003,11 euro mensili di diaria, più 1637,43 euro di rimborso delle spese per lo svolgimento del mandato parlamentare, più 4.150 euro l’anno per le spese telefoniche, ecc.) ad un parlamentare non votato dal popolo, il Senatore della Repubblica F. Cossiga, per dire “Io aspetterei ancora un po' e solo dopo che la situazione si aggravasse e colonne di studenti con militanti dei centri sociali, al canto di Bella ciao, devastassero strade, negozi, infrastrutture pubbliche e aggredissero forze di polizia in tenuta ordinaria e non antisommossa e ferissero qualcuno di loro, anche uccidendolo, farei intervenire massicciamente e pesantemente le forze dell'ordine contro i manifestanti” e “Maroni dovrebbe fare quello che feci io quando ero ministro. In primo luogo lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino di dodici anni rimanesse ucciso o gravemente ferito... Lasciar fare gli universitari, ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città”;
perché l’apatia politica, la disillusione e la diffusa indifferenza della società civile sono dei mali che si ripercuotono sulla vita democratica del paese;
perché vogliamo una completa ed efficace ristrutturazione dell’istruzione pubblica tramite un’ampia e democratica concertazione tra tutte le figure sociali interessate;
perché qualcuno deve spiegarci cosa abbiamo da perdere. Rivogliamo il nostro futuro!

Riflessioni di Ponti Giulia pubblicate il 21 novembre 2008 su festivaldelluomo:
In questi giorni di grande protesta da più parti si alzano voci, critiche e prese di posizione contro un sistema politico che sembra avere un piano organico di attacco e smantellamento a un sistema del welfare che ha, negli ultimi trent’anni, permesso una struttura di garanzie e di mobilità sociale che prima risultava impensabile. A capo di questo movimento si è scelto di prediligere la difesa del sistema scolastico, come emblema di un sistema di valori e diritti che si ritengono inattaccabili. Il diritto all’educazione, il diritto a una mobilità sociale che permetta di uscire da una situazione di svantaggio economico, e più in generale il diritto ad avere un futuro...

Cari studenti facinorosi, sono la vostra amata ministra Gelmini.
Dopo il cinque in condotta e il maestro unico, ho una nuova idea che potrà risollevare la scuola italiana.
Da dove inizia l’istruzione? Dall’asilo. E proprio qui bisogna intervenire, perché i bambini diventino obbedienti e ligi al dovere.
E le favole, con la loro sovrabbondante fantasia e il loro dissennato spreco di personaggi, li allontanano dal sano realismo e dal doveroso conformismo e alimentano il pericolo del fuori tema, della deboscia, della droga e del bullismo facinoroso.
Perciò per decreto legge istituisco il Mostro Unico.
Sarà proibito leggere favole che contengano più di un mostro o di un cattivo, con relativo aggravio per la spesa pubblica, e soprattutto si dovrà, in ogni fiaba, sottolineare la natura perversa, facinorosa e vetero-comunista di questo mostro.
Secondo il DMU (decreto mostro unico) sono proibiti ad esempio Biancaneve e i sette nani, perché Grimilde e la strega sono un costoso e inutile sdoppiamento di personalità nocivo all’immaginario dei giovani alunni, per non parlare dell’ambigua convivenza tra Biancaneve e i sette piccoli operai, di cui uno, Brontolo, sicuramente della Cgil.
Cappuccetto Rosso è ammesso, ma si sottolinei come il cacciatore è evidentemente della Lega e il lupo di origine transilvana e rumena.
Proibito Ali Babà e i quaranta ladroni, ne basta uno. Abolito Peter Pan, troppi pirati che gravano sulle casse dello stato. Abolito Pinocchio, anche accorpando il gatto e la volpe in un unico animale, restano il vilipendio ai carabinieri e il chiaro riferimento a Mediaset del paese dei balocchi.
Ammesso Pollicino ma dovrà chiamarsi Allucione ed essere alto uno e settanta, per non costituire un palese sberleffo al nostro amato presidente del consiglio.
Proibito Hansel e Gretel, perché i mostri sono due, la madre e la strega, e inoltre si parla troppo di crisi economica.
Proibito il brutto anatroccolo. Se uno è brutto, lo è per motivi genetici e tale resterà. Inoltre Andersen era gay.
Parimenti proibito il gatto con gli stivali per la connotazione sadomaso.
Proibita, anzi proibitissima Cenerentola. Le cattive sono tre e assomigliano tutte a me.
Cioè alla vostra ministra superficiale, impreparata e ciarliera. Ma la vostra Ministra Unica.
Stefano Benni
UNIURBinLOTTA aderisce e pubblica il seguente appello promosso dalla ReteDocentiPrecariMarche :
Dear All,
negli ultimi mesi abbiamo ribadito tutti insieme il nostro NO alla distruzione della scuola pubblica. I primi provvedimenti riguardavano in particolare la scuola primaria e la Rete si è trovata unita nel difendere l’impianto didattico del modulo. Ora la cosiddetta “riforma” tocca la scuola secondaria di primo grado e nelle prossime settimane saranno ufficiali i ridimensionamenti nella secondaria di secondo grado. Premesso che personalmente ritengo che bisogna battersi uniti, so benissimo che nei prossimi mesi la lotta si farà ancora più difficile se ognuno di noi difenderà la propria disciplina dalle riduzioni d’orario senza una visione complessiva dei provvedimenti.
Detto ciò la mia posizione sarà di PIENO appoggio a tutti gli appelli che giungano da colleghi delle discipline SFAVORITE dai provvedimenti del governo (cioè praticamente TUTTE).
Allo stesso tempo ribadisco che dobbiamo ricompattarci se vogliamo ottenere risultati. Quindi auspico che si possa creare un documento comune (magari quando i dati delle superiori saranno ufficiali) nel quale siano presenti TUTTI gli ordini di scuola e TUTTE le discipline … per evidenziare i danni alla QUALITA’ della scuola statale italiana … spero così che finalmente i precari ATTIVI saranno più numerosi (ma anche i genitori, i colleghi di ruolo, le parti sociali ecc. ecc.) e che proprio quei NUMERI facciano capire al governo che ESISTIAMO e che ci battiamo per una scuola di qualità per tutti e non SOLO per difendere il nostro posto di lavoro!!!!!!!!!!
Per le ragioni di cui sopra e anche perché sono fermamente convinta che lo studio di PIU’ lingue straniere sia uno strumento per “ampliare gli orizzonti” dei ragazzi italiani … vi invio quest’appello … e vi invito ad inviarlo agli indirizzi riportati (io l’ho già fatto!) … affinché quando saranno i nostri figli a governare questo paese possano davvero far entrare l’Italia in Europa …
Melanie - Rete Docenti Precari Marche
APPELLO URGENTE PER LA SECONDA LINGUA COMUNITARIA
Il 18 dicembre 2008, in Italia, il Consiglio dei Ministri ha approvato lo schema di regolamento per la riorganizzazione della rete scolastica. Lo schema, all'articolo 16, recita: "/a richiesta delle famiglie è introdotto l'insegnamento potenziato dell'inglese per 5 ore settimanali in sostituzione dell'insegnamento della seconda lingua comunitaria/".
Dal prossimo anno scolastico gli studenti italiani, nella secondaria di primo grado, potranno scegliere di non studiare una seconda lingua comunitaria. Il francese, lo spagnolo ed il tedesco rischiano così di scomparire dalla scuola dell'obbligo. Questo provvedimento aiuterà gli italiani a sentirsi più europei? A tutti è noto il grande divario linguistico che ci divide dagli altri paesi dell'UE, parliamo poco le lingue straniere. Adesso le parleremo ancor di meno!
Negli altri paesi europei si investe sulla conoscenza di una seconda lingua straniera.
Pensiamo che anche l'Italia dovrebbe fare lo stesso!
Io sottoscritto ........................, chiedo al commissario europeo per il multilinguismo, Leonard Orban, al commissario europeo per l'istruzione, Jan Figel, alle istituzioni, ai parlamentari, all'Unione Europea, alle Ambasciate, agli Istituti culturali e a chi ha voce in capitolo, di intervenire con richieste ufficiali scritte affinché questo regolamento antieuropeo sia rivisto e corretto.
Mittente:
Nome: ..................
Cognome: ..................
Indirizzo: ............................... (Italia)
Email: ...............................
Copiate i seguenti indirizzi e inviate l’appello con i vostri dati:

