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giovedì 16 luglio 2009

Aula C1 Autogestita: la risposta del prof. Pivato

QUESTA LA RISPOSTA DEL PROF. PIVATO (FUTURO RETTORE DEL NOSTRO ATENEO) AL DOCUMENTO DELL'ASSEMBLEA SULL'AUTOGESTIONE DELL'AULA C1. DAL RETTORE IN CARICA, BOGLIOLO, NEANCHE UNA PAROLA. CHI TACE ACCONSENTE?

In risposta alla Vostra richiesta in merito alla Aula C1 autogestita Vi comunico che sarò in grado di esaminarla non prima del prossimo autunno. Cioè a dire dal momento in cui entrerò formalmente in carica.
Semprechè - ovviamente - il rettore in carica attualmente non abbia già provveduto ad una risposta.
Cordiali saluti
Stefano Pivato

Aula C1 Autogestita

QUESTO E' IL DOCUMENTO INVIATO DALL'ASSEMBLEA DI UNIURBINLOTTA PER RICHIEDERE CHE POSSA PROSEGUIRE, SENZA CREARE DISCONTINUITA' E INUTILI TENSIONI, L'AUTOGESTIONE DELL'AULA C1 ANCHE NEL PROSSIMO ANNO ACCADEMICO. ATTENDIAMO RISPOSTE...

Alla cortese attenzione del Magnifico Rettore Giovanni Bogliolo,

p.c.
Prof. Stefano Pivato,
Dott. Enzo Fragapane,


Il movimento studentesco UNIURBinLOTTA, riunitosi in assemblea il giorno 7 luglio 2009, afferma la propria volontà di proseguire nell'autogestione dell'aula C1 del Nuovo Magistero.

L'autogestione nasce all'indomani delle mobilitazioni contro la legge finanziaria 133 e nel corso di questo anno ha proposto un programma articolato di iniziative volte all'approfondimento tanto del tema della formazione universitaria, quanto di altri temi di pubblico interesse che hanno destato la nostra attenzione.
L'aula è stata quindi centro nevralgico dell'elaborazione del movimento ed è al contempo stata la base logistica per l'organizzazione delle iniziative e delle proteste di quest'anno (vedi allegato).


Le ragioni iniziali della nostra autogestione non perdono di rilevanza, ma ne acquistano ulteriormente alla luce degli eventi degli ultimi mesi: l'azione del governo e la crisi economica ci ricordano infatti quanto l'ambito della formazione sia fondamentale nella costruzione di una società più consapevole e partecipe; è anche per questo che continueremo a combattere contro la sua progressiva svalutazione.

Ci preoccupa il clima di repressione e criminalizzazione del dissenso di questi ultimi giorni, ma continueremo con forza a promuovere momenti di riflessione e aggregazione. Vogliamo proporre un nuovo modello di università in cui gli studenti siano considerati non come 'problema da risolvere', ma come coloro che costituiranno la società futura.

Concludiamo auspicando che l'attenzione della nostra classe politica, e di conseguenza quella dei media e dell'intera opinione pubblica si soffermino non soltanto sugli accadimenti negativi di cronaca spicciola quali scontri o arresti, ma prestino attenzione a tutto quanto di buono, costruttivo e formativo il movimento nazionale e quello locale sono stati e sono oggi in grado di costruire. Ci riteniamo orgogliosi del percorso intrapreso e intendiamo proseguirlo, sperando nel reale e interessato appoggio, in senso pratico e ideale, di tutte le istituzioni accademiche dell'Università.


Con la presente facciamo quindi richiesta formale della concessione dell'aula C1 del Nuovo Magistero per il prossimo anno accademico e che non venga rimosso il materiale accumulato durante l'anno trascorso.

Confidando nella Vostra attenzione le porgiamo i nostri cordiali saluti,

Assemblea UNIURBinLOTTA

mercoledì 13 maggio 2009

Lettera aperta dell'associazione socio-culturale 'Pantarei' ai candidati rettori dell'Università di Urbino "Carlo Bo"‏

Gentili candidati rettori,

l’associazione socio-culturale ‘Pantarei’ che dal 2005 si occupa di tematiche relative alla disabilità quali, ad esempio, l’integrazione e l’assistenza, desidera portare all’attenzione dei candidati rettori alcune questioni che ci stanno particolarmente a cuore proprio in occasione del momento elettorale che il nostro ateneo sta attraversando.

Il nuovo Statuto di Autonomia della nostra Università pone tra i suoi princìpi cardine - per la prima volta - quello della tutela del diritto allo studio per gli studenti disabili; e questa nuova condizione è il nostro maggior motivo di speranza nei riguardi delle politiche che verranno poste in essere da colui che guiderà il nostro Ateneo nei prossimi anni; crediamo, infatti, rispetto ad alcune problematiche che gli studenti disabili vivono quotidianamente, sia necessario un salto di qualità in termini di progettazione risolutiva.

Un primo passo in questo senso dipenderà sicuramente dalla nomina del Delegato Rettorale alla Disabilità che auspichiamo essere una persona dotata di competenze specifiche e con una provata capacità di progettazione, nonché dotata di una particolare sensibilità umana. È infatti questa la persona che più di altri dovrà impegnarsi nel proporre, con la collaborazione degli studenti, un’implementazione dei servizi alla didattica quali, ad esempio, la figura del tutor e la fornitura degli ausili tecnici; sarà questa l’interfaccia, insieme alle rappresentanze studentesche, con l’Ente che gestisce il trasporto pubblico di cui gli studenti disabili sono fruitori; sarà ancora questa a dover garantire un proficuo dialogo con l’Ersu riguardo il servizio di assistenza.

Ci piacerebbe inoltre chiedere, indipendentemente dall’esito finale, un incontro con il futuro Magnifico Rettore per discutere in maniera più dettagliata e tramite ampio confronto gli argomenti sopracitati.

Augurando ad entrambi una serena campagna elettorale, Vi porgiamo i nostri più distinti saluti.

Associazione socio-culturale Pantarei

mercoledì 29 ottobre 2008

Primo bilancio manifestazione 28-10-08

Una manifestazione prima di tutto studentesca e ben riuscita. E’ questo il dato da segnalare che aldilà dei numeri apre la strada ad una mobilitazione consapevole, che trova il suo centro nell’aula c1 del Nuovo Magistero.
Studenti universitari e della scuola d’arte di Urbino, ricercatori, docenti, personale ATA, sindacati ed anche il Rettore. La manifestazione contro il decreto legge 137/08 e la legge 133/08 di ieri è stata un grande passo in avanti e una spinta propositiva che darà ulteriore forma al nostro dissenso e al nostro movimento. Dalla protesta spontanea all’organizzazione, questo è la richiesta che è emersa dalla presenza di circa 1000 persone ieri in Piazza della Repubblica ad Urbino. Si parte da un movimento collettivo, studentesco che è politico ed indipendente. Nella corsa giornalistica alla ricerca del padre putativo rispondiamo che non ve ne sono. La nostra responsabilità è personale e si riconosce solo in se stessa. Ci piace poter pensare di essere abbastanza grandi ed informati per poter prendere posizioni, non per forza tacciabili di ideologia.
Occorre dunque prepararsi ai tempi lunghi della protesta che è già uscita dai muri universitari e si deve presentare compatta ed intelligente: la presenza del Magnifico Rettore è segno di un coinvolgimento vivo delle istituzioni anche se non esiste un condottiero né tantomeno una ciurma.















giovedì 23 ottobre 2008

Documento del Senato Accademico dell’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”

Il Senato Accademico dell’Università degli Studi di Urbino, riunito il 22 ottobre 2008, esprime estrema preoccupazione per le misure adottate dalla Legge 133/08, che minano profondamente il futuro delle Università pubbliche italiane e rischiano di vanificare il processo di risanamento e rilancio efficacemente avviato dal nostro Ateneo. Tali disposizioni di legge stabiliscono, infatti, che:
- I finanziamenti (FFO) vengano ridotti di 1,5 miliardi di euro nei prossimi 5 anni.
- Le risorse derivanti dal turn-over del personale universitario possano essere riutilizzate dagli
Atenei solo nella misura del 20% per il reclutamento di nuove unità, con il conseguente trasferimento dell’80% residuo al bilancio dello Stato.
- Le Università possano, a richiesta, trasformarsi in fondazioni di diritto privato.
- Altri vincoli vengono frapposti al mantenimento del personale precario e alla sua possibile stabilizzazione
Si tratta di misure che, da un lato, mettono a rischio la sopravvivenza di una parte degli Atenei italiani ed impediscono qualsiasi programma di qualificazione dell’offerta didattica e della ricerca, dall’altro avviano una trasformazione radicale dell’Università italiana, che avrebbe meritato una riflessione ed un dibattito più attenti, con un coinvolgimento attivo del mondo accademico, produttivo e sindacale. Le difficoltà economiche che il nostro Paese attraversa richiederebbero una maggiore valorizzazione della formazione e della ricerca, come accade nella maggior parte degli altri Paesi europei, e non già scelte che amplieranno il divario già esistente, come si evince dai dati OCSE, tra la spesa per l’istruzione in Italia e negli altri Paesi.
Per il nostro Ateneo il pericolo è ancora più grave. Va infatti ricordato che l’Università di Urbino
- è entrata nel novero delle università statali solo il 22 giugno 2007 con l’assicurazione di un contributo che per due anni doveva attestarsi attorno ai 47 M€ e che fin dal primo anno si è in realtà ridotto a 45,6;
- malgrado ciò, grazie ad enormi sacrifici ed una politica di rigoroso contenimento della spesa ha riportato in equilibrio il proprio bilancio, dimezzando il debito e riducendo significativamente i residui passivi;
- dopo un lungo blocco totale delle assunzioni, in questi ultimi due anni ha limitato il turnover del proprio personale al 35% delle risorse liberate. Infatti negli ultimi sei anni si è giunti ad una riduzione del personale docente da 513 a 454 unità e del personale tecnico amministrativo da 435 a 373 unità.
E’ evidente che ogni ulteriore riduzione delle risorse o della possibilità di reclutare giovani ricercatori e personale tecnico amministrativo bloccherebbe definitivamente il processo virtuoso che è stato disegnato dall’Ateneo nel Piano triennale di Sviluppo e che è stato approvato dal Parlamento e dal Governo italiano col Decreto Interministeriale 1 marzo 2007.
Il Senato Accademico, ribadendo la propria convinta adesione alle linee di intervento prospettate dalla CRUI, auspica pertanto l’avvio di un processo di riforma del sistema universitario che, in un adeguato ed equilibrato impegno di risorse, valorizzi le diverse reali potenzialità e stimoli lo sviluppo. In questo quadro chiede che venga garantita al nostro Ateneo la prosecuzione del processo di rilancio su cui è stato avviato e per il quale si aspetta un finanziamento finalmente commisurato ai suoi parametri di funzionamento. Invita pertanto il Rettore a farsi interprete di questa istanza in tutte le sedi istituzionali e il personale docente, tecnico e amministrativo e gli studenti dell’Ateneo a sostenerla e a continuare ad operare affinché il processo di razionalizzazione e di rilancio possa realizzarsi appieno e l’Università di Urbino continuare a svolgere non soltanto la sua missione istituzionale nella formazione e nella ricerca, ma anche il suo ruolo di insostituibile attore della realtà culturale, economica e sociale del nostro Territorio.

Documento dell'assemblea studentesca

All’Assemblea d’Ateneo, al Rettore, al Senato Accademico ed al CdA dell'Universita' degli studi di Urbino “Carlo Bo”

Gli studenti dell’Università degli studi di Urbino “Carlo Bo” riuniti in assemblea il giorno 21 ottobre 2008 prendono parte alla protesta della comunità universitaria nazionale contro la legge 133/2008, che trova crescente rispondenza nelle iniziative in atto in altri Atenei. Gli studenti esprimono una netta opposizione nei confronti di una politica mirata alla sistematica destrutturazione dell’Università pubblica mediante iniziative legislative disorganiche basate su tagli finanziari, vincoli al turnover e la possibilità di conversione delle Università pubbliche in fondazioni private. Gli studenti non ritengono momentaneamente, nonostante la gravità della situazione, di mettere in atto forme di protesta che prevedano l’interruzione della didattica. La lotta che essi portano avanti è infatti a favore del diritto all’istruzione ed è questo che la mobilitazione vuole salvaguardare. La mobilitazione non intende tuttavia limitarsi ad una mera difesa dell’esistente sistema Universitario, il quale necessità di un accurato vaglio critico e di una profonda ristrutturazione. Gli studenti esprimono inoltre la loro solidarietà alle altre componenti dell’Università e si dispongono a confrontarsi con esse per allargare una mobilitazione oggi quanto mai necessaria. A questo scopo auspicano che anche nel nostro ateneo l’iniziativa delle “lezioni in piazza” permetta al corpo universitario di ritrovarsi e di avvicinarsi alla cittadinanza.

Al fine di perseguire un’azione efficace gli studenti chiedono:

1) che il Rettore si faccia portavoce presso la CRUI e il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca della richiesta di pervenire a sostanziali ed immediate modifiche legislative che escludano il sistema dell’università e della ricerca dall’ambito di applicazione della legge 133/2008, e della improcrastinabile necessità di apertura di un serio tavolo di trattativa istituzionale per la definizione di una riforma organica e condivisa dell’Università;

2) che, come segno visibile della posizione dell’Ateneo urbinate, il Rettore assuma immediatamente la decisione di non procedere all’inaugurazione dell’Anno Accademico 2008/2009 e che nella data originariamente prevista per tale evento tutte le attività dell’Ateneo vengano sospese in segno di protesta, dando il massimo rilievo sui mezzi di informazione a tali iniziative;

3) che, ai fini di portare avanti un percorso d’informazione, analisi e riflessione sui temi della formazione universitaria venga loro concessa l’aula c1 del Nuovo Magistero come spazio studentesco autogestito.

Urbino lì 21/10/2008