Visualizzazione post con etichetta no133urbino. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta no133urbino. Mostra tutti i post

venerdì 20 marzo 2009

6° Assemblea organizzativa GLOBAL WEEK OF ACTION 2009 - 22/3/09 h. 15:00

TOP1: short round of introduction (if deemed necessary)

TOP2: announcements (anybody who want to report about something related to the commercialization of education, recent protests or calls for solidarity can do so here)

TOP3: Communication during the Global Week of Action

TOP4: Global Flashmob (http://www.emancipating-education-for-all.org/content/updated-day-united-action-during-global-week-action-09 if there is any interest, but personally I think this would be a great opportunity to have a symbol of united action!)

TOP5: Open space (if deemed necessary)

TOP6: Protests against the Ministerial Bologna Conference in Leuven/Louvain(http://www.ond.vlaanderen.be/hogeronderwijs/bologna/conference) The official programme for the ministers is online now: 

Want to see any particular TOPs on the agenda?
Any suggestions are most welcome!!

::: How to join the chat :::

Mar.22nd (Sunday) ---- 3pm GMT ---- click on this link to get to the chatroom:

https://chat.indymedia.org/cgiirc/irc.cgi?Nickname=guest-de&Channel=%23education&interface=mozilla&Realname=Anonymous

(Firefox users need to download and install the "security certificate"!)

ALTERNATIVELY:

* select the first room [#education]
* fill out the mask
* and click on "CHAT"

martedì 3 febbraio 2009

UNIVERSITA' APERTA... FINO A QUANDO?

Anche quest’anno con l’Open Day 2009 l’Ateneo urbinate pubblicizza se stesso e prova ad allettare e ad attirare nuove reclute per le iscrizioni al nuovo anno accademico. Nulla di nuovo sotto il sole. L’aziendalizzazione delle università (non solo quelle italiane) implica necessariamente la pubblicizzazione del proprio “prodotto” e vive dell’immagine di sé stessa che offre ai propri “clienti”, i futuri studenti. Peccato però che non siano molte le attrattive che la Carlo Bo possa offrire, soprattutto in questo periodo.

Nel solo mese di gennaio sono arrivate due belle stangate dal governo, e le previsioni per il futuro sono tutt’altro che rosee. Ci sembra innanzitutto giusto far sapere ai ragazzi ed alle ragazze che intendono studiare a Urbino, che il nostro ateneo non è tra quelli, pochi peraltro, considerati “virtuosi”. Oltre ai famosi tagli dei fondi previsti dalla legge 133 (che nel bilancio di previsione del nostro ateneo sono quantificati in circa 1 milione di euro), il decreto legge 180 dello scorso 8 gennaio prevede infatti il blocco delle assunzioni di nuovo personale (dai docenti al personale tecnico-amministrativo) e di nuovi concorsi interni per quelle università che superano la soglia del 90% nel rapporto tra spese per il personale ed il fondo di finanziamento ordinario. L’Università di Urbino, manco a dirlo, è tra queste, non tanto per malagestione quanto per ragioni storiche contingenti.

Meno fondi significano, oltre ad una ulteriore stagnazione della ricerca, chiusura dei corsi di laurea; ciò porta inevitabilmente un calo dell’offerta didattica, e di conseguenza ad un calo delle iscrizioni e delle immatricolazioni. Vuol dire anche aumento delle rette universitarie di tutte le università statali. E qui arriva la seconda stangata.

La popolazione studentesca continua a diminuire, e questo data anche la crescente ostilità della cittadinanza nei confronti degli studenti, nonostante essi siano il motore economico, oltre che culturale, della cittadina stessa: cittadini senza cittadinanza. Ad ogni modo il calo della popolazione studentesca è un dato oggettivo a livello nazionale. Colpa della mancanza di fondi? Dei baroni? Della crisi economica? Delle tante troppe riforme che si sono succedute negli ultimi quindici anni e che hanno compromesso ogni tipo di stabilità dell’università italiana? Senza dubbio questi fattori incidono pesantemente. Eppure la più grave carenza dell’università italiana, è secondo noi l’incapacità di tale istituzione di difendersi, di lottare per i propri nobili interessi: la trasmissione dei saperi su tutti.

Gli studenti, i docenti, i rettori non collaborano tra loro, o lo fanno in maniera superficiale, e non hanno obiettivi comuni: la frantumazione è sempre più netta. Soprattutto i rettori, invece che combattere strenuamente le due leggi sopra citate, hanno cercato e cercano di arrangiarsi come possono, di salvare come possono gli interessi dei singoli atenei, ad aggrapparsi come possono per non essere trascinati via. Il nostro rettore Giovanni Bogliolo ha già promesso che presenterà direttamente al Ministero la particolare situazione del nostro ateneo (il processo di statalizzazione si è concluso solo nel 2007 con ingenti sforzi soprattutto economici) affinché possa godere di una valutazione “ad hoc”. Poco male, ma se poi gli altri atenei cadranno piano piano in malora, o peggio saranno costretti a dare vita a procedure di privatizzazione, come previsto nella 133? Poco importa. Almeno il nostro ateneo sarà salvo.

Ed è proprio questa mentalità municipalistica e di frantumazione la grande debolezza dell’università italiana. Tutti, studenti compresi, hanno fatto troppo poco. Tutti abbiamo il dovere di fare di più, e meglio. Ed è in tale ambito che noi studenti del movimento UNIURBinLOTTA ci muoveremo nei prossimo mesi.

L’aula C1 autogestita continuerà ad essere centro nevralgico e punto di partenza delle idee che dovranno dare nuova linfa all’università, oltre che sede della didattica autogestita che continueremo a promuovere in forme sempre più organiche. Continueremo a promuovere la sensibilizzazione alle tematiche sociali, culturali, politiche inerenti e non all’università, oltre che la coesione a tutti i livelli tra istituzioni cittadine, cittadinanza e studenti. Promuoveremo un rilancio del movimento studentesco di protesta nazionale, la cosiddetta “Onda”, perché siamo convinti del ruolo fondamentale degli studenti nei processi di miglioramento dei nostri atenei, i quali devono andare con fermezza nella direzione di un’istruzione pubblica, paritaria, accessibile a tutti, meritocratica e trasparente, viva e critica.

Forse il motivetto non è più tanto di moda, forse alcuni si sono un po’ piegati, un po’ spenti, un po’ rassegnati. Ed è proprio adesso che invece lo riproponiamo con tutto il fiato:

NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO!

sabato 17 gennaio 2009

NO alla regionalizzazione dell'istruzione!

Dopo il Mostro unico, i tagli assassini all'Università pubblica arriva la regionalizzazione dell'istruzione. La domanda sorge spontanea: i nostri rappresentanti perseguono la linea politica del “chi la spara più grossa”? Onorevoli e ministri ce la cantano e se la ridono come in una gara dove è difficile stilare una graduatoria. Sarebbero troppi i primi posti. 

La realtà è un'altra. Alla deleteria destrutturazione del sapere pubblico e alla sfrenata privatizzazione dello stato si aggiungono anche le inconsistenti argomentazioni leghiste.

Dal giornale dei celoduristi La Padania “Il senatore Mario Pittoni, capogruppo della Lega Nord in commissione Pubblica istruzione, si prepara alla battaglia per la regionalizzazione dell'assunzione degli insegnanti. Il suo disegno di legge che prevede «nuove norme per il reclutamento regionale del personale docente» è già depositato al Senato e alla Camera. «Ora - anticipa il senatore Pittoni - si tratta di individuare il percorso più agevole. L'idea è di inserire il reclutamento regionale nel prossimo disegno di legge di riforma della scuola, che dovrebbe occuparsi anche della carriera degli insegnanti. Naturalmente il tutto in accordo con il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Per recuperare competitività in Europa - ribadisce il parlamentare - dobbiamo poter contare su insegnanti con conoscenze specifiche di storia, cultura, valori ed economia del territorio, adeguatamente selezionati in base alle effettive capacità e preparazione. Questo è anche il modo corretto di affrontare l'annosa questione delle decine di migliaia di docenti che cambiano sede ogni anno, lasciando spesso sguarniti gli istituti del Settentrione. Creeremo albi regionali per gli insegnanti, ai quali si potrà accedere solo con il requisito della residenza nella stessa regione, indicando il possesso dei titoli ai fini del curriculum professionale, ma iscrivendo i docenti in ordine progressivo in base al miglior punteggio ottenuto al previsto test d'ingresso all'Albo, prescindendo dal voto ottenuto al titolo. Questo anticipa fra l'altro l'abolizione del valore legale del titolo di studio, battaglia che ha fatto un passo avanti proprio in occasione dell'approvazione del decreto per l'Università, con l'ok a un ordine del giorno di cui è primo firmatario il deputato leghista Paolo Grimoldi, coordinatore federale del Movimento Giovani Padani. Il test d'ingresso è reso necessario dalle differenze nella valutazione del grado di preparazione degli studenti nelle diverse aree del Paese. Differenze certificate dall'Ocse e da almeno altre sei ricerche sull'argomento, secondo cui una media dell'8 conquistata in una scuola del Sud Italia equivale a una media del 5 nella stessa scuola del Nord. Palese discriminazione - conclude Pittoni - a danno dei ragazzi settentrionali».

Queste non sono soltanto delle simpatiche farneticazioni medievali ma un Disegno di Legge, già pronto e trasmesso per la discussione in commissione. Saranno istituiti albi regionali nei quali il punteggio in graduatoria non conterà più nulla. Tutti i precari dovranno rifare un esame di ammissione all'albo regionale per essere inseriti in una nuova graduatoria regionale. 

La scabrosa idea di territorializzare l'istruzione passerà tramite la selezione dei docenti adatti a tale sinistro scopo. Il test d’ingresso all’albo, infatti, prevede <<(..) il rispetto delle proprie radici culturali>> valutate da un Comitato regionale. Ovviamente chi supererà la prova, per il normale ragionamento leghista, non potrà esercitare la professione al fuori della regione dove è iscritto all'albo.

Alle sfide della globalizzazione, alla ricchezza delle tradizioni italiane e alla libera circolazione del sapere la Lega Nord risponde con una sterile e paralizzante chiusura culturale.

mercoledì 7 gennaio 2009

Assemblea Internazionale - 11 Gennaio 2009

Pubblichiamo l'e-mail inviata da europeananomalouswawe@inventati.org:

In questi giorni, sul forum dell'european anomalous wave, (www.europeananomalouswave.tk) abbiamo ricevuto due comunicati da parte di due realtà, una tedesca e l'altra spagnola.

Entrambi praticamente mirano alla costituzione di un movimento studentesco unitario di livello globale.
Il movimento tedesco ha già mosso i primi passi il 5 Novembre con la "Giornata d'azione internazionale contro la commercializzazione dell'educazione" (http://www.emancipating-education-for-all.org) e propongono la creazione di una rete internazionale per l'organizzazione di una Global week of action per l'Aprile del 2009 e naturalmente da lì in poi continuare a mantenere i contatti, in modo da poter internazionalizzare la lotta.

Da Barcellona invece propongono una assemblea internazionale dove discutere dei diversi movimenti nati in questo periodo in diversi paesi europei, comprenderne le cause, relazionarsi con le diverse realtà e porre le basi per la costruzione di una organizzazione studentesca internazionale.

Noi crediamo che sia arrivato il momento di relazionarsi con i diversi movimenti, nati spontaneamente in diversi paesi europei per contrastare non solo la mercificazione del sapere, ma, come si è ripetuto milioni di volte prima di adesso, dobbiamo generalizzare la lotta. Noi interpretiamo il tentativo, a livello europeo, di privatizzazione del sistema educativo come una delle tante conseguenze di un sistema economico inumano, basato sullo sfruttamento e sulla reificazione dell'essere umano, esso stesso trasformato in merce all'interno del mercato del lavoro.
Come anche gli studenti inglesi hanno affermato in un loro comunicato, o come anche hanno detto gli studenti che hanno occupato la New School University a New York, o come continuano a ripetere migliaia di studenti nelle piazze di mezza europa, combattere per una università che sia realmente pubblica, libera ed indipendente significa combattere il sistema economico capitalista.

In vista di tutto ciò siamo convinti che un minimo di discussione interna al movimento, non solo quello dell'european anomalous wave, ma dell'onda Italiana in generale,  sia d'obbligo.
Il nostro movimento, essendo l'estensione europea dell'onda italiana, può, e assolutamente deve avere, come obiettivo il fungere da "ponte" tra i movimenti spontanei che sono nati in giro per l'europa ed il movimento che è presente in Italia;  facendo attività politica a diretto contatto con la società del paese in cui stiamo studiando/lavorando, rapportandoci con studenti e lavoratori nelle città in cui siamo, facendo lavoro di sensibilizzazione, contattando e lavorando attivamente all'interno di realtà autonome nate in questo periodo o già presenti sul territorio. In modo da riuscire a portare anche i nostri contenuti all'interno dei vari movimenti europei e, allo stesso tempo, arricchire il movimento italiano di contenuti di carattere internazionale. Questo è quello che possiamo fare per gettare le basi di un movimento studentesco (e magari non solo) internazionale anticapitalista.

Crediamo sia un passo fondamentale e necessario quello di confrontarsi tra noi, capire ciò che possiamo arrivare a fare e in che modo. Relazionandoci con le realtà e i collettivi autonomi attivi in moltissime altre nazioni, che tutt'ora lottano contro la mercificazione del sapere, potremo far maturare politicamente il nostro movimento in una direzione internazionalista, e permettere allo stesso tempo che la nostra lotta abbia un impatto globale.

Questa lettera aperta all'european anomalous wave, vuole essere semplicemente uno spunto di riflessione sul quale noi crediamo sia importante confrontarci.
Come primissimo appuntamento tutti i collettivi, organizzazioni e gruppi politici autonomi da partiti e sindacati sono invitati a prendere parte ad un'assemblea internazionale che si svolgerà sui server chat di indymedia, durante la quale si parlerà dell'organizzazione della Global Week of Action per l'Aprile 2009.
Inoltre sono presenti anche un forum ed un sito sui quali discutere e portare avanti un progetto di network internazionale. Noi crediamo che questo primo passo verso l'internazionalizzazione della lotta sia fondamentale ed essendo convinti che l'Onda Italiana, come anche l'european anomalous wave, non necessita e non dovrà mai ammettere "rappresentanti del movimento", inviamo questo documento a tutte le realtà con cui siamo in contatto che si sono mosse fino ad adesso per la difesa dei nostri diritti.
Estendete anche voi l'invito alle realtà con cui siete in contatto.


Info per la chat
Appuntamento per le 16.00, ora italiana, l'11 Gennaio 2009 sui server irc di indymedia.org
server: irc.indymedia.org
porta: 6667 (6697 per collegamento in SSL)
canale: #education

Per chi vuole è attiva anche una chat su internet in java:
https://chat.indymedia.org/cgiirc/irc.cgi?Nickname=guest-de&Channel=%23education&interface=mozilla&Realname=Anonymous
Per cambiare il vostro nick scrivete "/nick YOURNICK".

Oppure andate qui: 
https://chat.indymedia.org ed inserite il vostro nick e il canale (#education) nel form.

Collettivo ErasmusInMovimento - Aarhus - Denmark

lunedì 5 gennaio 2009

180 calci...

Il governo chiede la fiducia sul disegno di legge, già approvato dal Senato, di conversione del decreto-legge 10 novembre 2008, n. 180. Il Ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito ha spiegato che «In considerazione della scadenza del dl prevista per il prossimo 9 gennaio, il governo ha deciso di porre la questione di fiducia sull'approvazione senza emendamenti, né articoli aggiuntivi dell'articolo unico che è stato licenziato dalla commissione Cultura identico al testo approvato in Senato» (fonte il Corriere della Sera).

Alle richiesta di apertura il governo emana l'apertura del calcio in c(*)lo. Questa è la continua risposta del governo alla democratica protesta studentesca.

L'autoreferenzialità del governo continua a seguire l'imperterrita linea politica del maestro unico. Il millantato maestro unico che ci educherà al risolutore pensiero unico. Il pensiero unico che vigilerà e sosterrà l'autoritarismo. Un autoritarismo che già si manifesta nell'esautorazione dei poteri del parlamento, sospesi dalle continue richieste di fiducia, e dal progetto presidenzialista del Presidente del Consiglio dei Ministri.

Il DECRETO-LEGGE 10 novembre 2008, n.180 che reca “Disposizioni urgenti per il diritto allo studio, la valorizzazione del merito e la qualità del sistema universitario e della ricerca.” non curerà l'ansimante Università pubblica. Tale disposizione normativa non considera come uno dei nodi cruciali la cronica inadeguatezza dei fondi pubblici e mantiene i pesanti tagli al Fondo Finanziamento Ordinario. La mancata ripartizione degli 80 milioni di euro previsti dalla Legge 27 dicembre 2006, n. 296 agli atenei che spendono più del 90% del FFO negli stipendi del personale, aggraverà ancora di più la loro situazione finanziaria. Questa generalizzazione non risolverà le inefficienze degli atenei spreconi che andrebbero, invece, analizzati singolarmente.

Il blocco del turn-over dei giovani ricercatori viene portato dal 20% al 50%, un aumento che però non regolarizza minimamente la condizione di migliaia di precari, ancora una volta condannati al girone degli “indispensabili ma marginali”. Tali scelte politiche non faranno altro che far abbassare arcora di più il rapporto docenti-studenti, già abbondantemente sotto la media OCSE, con l'inevitabile dequalificazione di tutta l'istituzione universitaria.

Il decreto ristruttura le commissioni che giudicheranno gli aspiranti professori universitari ordinari, associati e ricercatori. La lodevole iniziativa tuttavia non è supportata da un completo programma di valutazione della didattica e della ricerca dei professori, coloro che costituiscono l'elettorato attivo delle commissioni. Qualsiasi sistema è destinato ad incepparsi se in esso proliferano delle “mele marce”.

Le “Misure per la qualità del sistema universitario” prevista dal decreto deve prevedere anche la consultazione degli studenti, migliaia di cittadini che stanno chiedendo di avere l'opportunità di essere propositivi nel proprio percorso d'istruzione.

Infine, l'incremento dei finanziamenti al fondo di intervento integrativo per garantire le borse di studio agli idonei non è che un contentino. Anche l'aumento del fondo per il finanziamento dei progetti volti alla realizzazione degli alloggi e residenze non affronta seriamente la questione dell'alloggio. Inoltre, nelle disposizioni urgenti del decreto, non vengono stanziate le risorse necessarie per fronteggiare l'emergenza igienica-sismica-strutturale degli edifici scolastici denunciata da Legambiente.

Prepariamo le scarpe, dobbiamo calciare parecchi c(*)li!

Germondari Andrea

ps: al ministro M. Gelmini consigliamo di mettere dei buoni occhiali, puliti possibilmente, e leggere il Nono Rapporto sullo Stato del Sistema Universitario. Sarebbe gradita anche la comprensione, grazie.