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giovedì 29 gennaio 2009

Dobbiamo riappropriarci del nostro Paese, questo Paese è nostro...

Pubblichiamo una parte del discorso di Salvatore Borsellino pronunciato alla manifestazione del 28/1/09 organizzata dall'Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia:

Eroi in fila per andare a morire

Gli eroi sono questi ragazzi che il giorno dopo la morte di Falcone, ce n'erano cento tra poliziotti e Carabinieri, si misero in fila dietro la porta di Paolo per chiedergli di far parte della sua scorta.
Se erano messi in fila per andare a morire, perché Paolo sapeva che sarebbe morto. Quei ragazzi, mettendosi in fila dietro la porta di Paolo, sapevano che sarebbero morti anche loro.
Gioacchino Genchi mi raccontò che due ore dopo la strage, arrivando in via D'Amelio vide i pezzi di Emanuela Loi che ancora si staccavano dall'intonaco del numero 19 di via D'Amelio. La riconobbe perché c'erano dei capelli biondi insieme a quei pezzi.
I pezzi di quella ragazza vennero messi in una bara, vennero riconosciuti perché era l'unica donna che faceva parte della scorta, vennero mandati a Cagliari.Sapete cosa venne fatto? Quello che chiamiamo Stato ha mandato ai genitori di Emanuela Loi la fattura del trasporto di una bara quasi vuota da Palermo a Cagliari. Questo è il nostro Stato. Questo è lo Stato che ha contribuito ad ammazzare Paolo Borsellino e io vi racconto queste cose non per farvi commuovere, non per farvi piangere. Non è il tempo di piangere.
E' il tempo di reagire, di lottare, è il tempo di resistenza! Il tempo di opporsi a questo governo che sta togliendo il futuro ai nostri ragazzi, che ci sta consegnando un Paese senza futuro. E la colpa è nostra che abbiamo permesso che tutto questo succedesse.
Quando Cossiga dice - dopo la manifestazione degli universitari che hanno capito che in Italia si sta cercando di distruggere l'istruzione perché l'istruzione può portare alla resistenza, anche durante il fascismo le scuole erano centri di resistenza e i ragazzi l'hanno capito - e Cossiga cosa ha detto? Ha detto che bisogna mettere infiltrati in mezzo a quei ragazzi perché rompano vetrine, perché vengano distrutte macchine perché le ambulanze sovrastino le altre sirene. Si augura addirittura che venga uccisa qualche donna, qualche bambino perché si possano manganellare quei ragazzi.
Dobbiamo essere noi a metterci davanti a loro, siamo noi che ci meritiamo quelle manganellate per avere permesso che il nostro Paese diventasse quello che è diventato. Un Paese che non è degno di stare nel mondo civile, siamo peggio della Colombia.
Genchi è arrivato in via D'Amelio due ore dopo la strage, ripeto, si è guardato intorno e ha visto un castello. Ha capito che non poteva essere che da quel posto fu azionato il telecomando che ha provocato la strage.
Genchi allora è andato in quel castello, ha cercato di identificare le persone che c'erano dentro, mediante le sue tecniche. Ha capito che da quel castello partirono delle telefonate che raggiungevano cellulari di mafiosi. Perché Genchi ha quelle capacità, le sue conoscenze tecniche sono enormi, egli è in grado, dagli incroci dei tabulati telefonici e non dalle intercettazioni, di riuscire a inchiodare i responsabili di quella strage.
Ecco perché si sta cercando di uccidere Genchi, ecco perché così come hanno ucciso i magistrati si cerca di uccidere anche Genchi. Questo è il vero motivo: per togliere un'altra arma a quello che è la parte sana di Stato che è rimasta.
Cercano di uccidere Genchi, hanno ucciso dei magistrati. Io ieri ho sentito un magistrato – uno di questi uccisi senza bisogno di tritolo – che mi ha detto: “avrei preferito essere ucciso col tritolo piuttosto che così, giorno per giorno, come stanno facendo”. I magistrati oggi, chi ancora cerca di combattere la criminalità organizzata, non viene più ucciso con il tritolo, viene ucciso in maniera tale che la gente non se ne accorga neanche, non reagisca.

venerdì 23 gennaio 2009

2° Assemblea organizzativa GLOBAL WEEK OF ACTION 2009 - 25/1/09 h. 15:00

PLEASE HELP TO REACH GROUPS IN OTHER COUNTRIES AND ON DIFFERENT CONTINENTS AND LET THEM KNOW ABOUT THE GLOBAL WEEK OF ACTION!!!

Now, here is the Agenda proposal for the next chat coming sunday ;)

  • TOP1: Short round of Introduction (if deemed necessary)

  • TOP2: Announcements (open space for anybody who wants to make an announcement [e.g. call for Solidarity and Support, introducing local situation or planned future protests to others,...])

  • TOP3: Appoint "contact person" for each language (especially Spanish, Italian and French)
     + others who might want their contact details to be published on the website!

  • TOP4: Decide for a day during the "Global Week of Action" for united actions and discuss what kind of actions would be suitable for that day! [~40mins]

  • TOP5: Division of work! (e.g. flyers, posters, mobilisation video, logo, banner for homepage,...) [~20mins]

  • TOP6: Open Space

If anybody wants to propose to add something else to the agenda or wants to see it edited in any way, just let me know.

Here are the details for the next chat-conference once again:

Jan.25th (Sunday) ---- 3pm GMT ---- click on this link to get to the chatroom:

https://chat.indymedia.org/cgiirc/irc.cgi?Nickname=guest-de&Channel=%23education&interface=mozilla&Realname=Anonymous 

To give yourself a nick just enter "/nick YOURNICK".
Or go here: https://chat.indymedia.org and enter your nick and the Channel (#education) inside the mask.

If you have any problems with the chatroom, just drop me a line and we'll try to fix it.

mercoledì 14 gennaio 2009

UN MERCOLEDI' DA PRECARIO ore 21:00



A partire dal 7 gennaio 2009, tutti i mercoledì alle ore 21:00 verrà trasmesso all'indirizzo www.mogulus.com/precariscuola il programma "UN MERCOLEDI' DA PRECARIO":
si collegheranno da tutta Italia i precari della scuola che esporranno la propria storia, i dubbi, le speranze e le proposte di lotta contro i provvedimenti decisi dal governo Berlusconi che segneranno la completa distruzione della scuola pubblica e la definitiva condanna di molti precari alla disoccupazione ed alla povertà. L'iniziativa ha anche come scopo di coordinare le diverse realtà locali.

L'informazione è una delle chiavi di svolta dell'Onda degli studenti-precari. Il deviato sistema mediatico italiano, dopo una breve ciclo di discutibili servizi, sta trascurando, salvo sporadici casi, la critica situazione del mondo dell'istruzione.

Stiamo facendo senza di loro. Una ricca rete di protesta si è venuta a creare. Siti, blog, chat room, gruppi internet non stanno soltanto ripetendo acriticamente notizie provenienti dall'esterno, ma producono informazione in un paese che è al 44° posto nella graduatoria della libertà di stampa.


La seconda puntata va in onda mercoledì 14 gennaio alle ore 21:00.

Colleghiamoci!

venerdì 2 gennaio 2009

una MicroMega Onda

L’Onda e le sue anime (tratto dal volume speciale di MicroMega)

Cosa c’è dentro l’Onda? Un movimento ‘liquido’ e in continua trasformazione che troppo superficialmente è stato bollato come ‘apolitico’. Ma il fatto che l’Onda non sia ‘rappresentabile’ da parte delle tradizionali organizzazioni politiche e sindacali, non significa che non abbia un’ispirazione politica. Tutt’altro. Un viaggio nelle diverse anime della protesta per scoprire la pluralità di identità che, pur nelle differenze di impostazione teorica, trovano una composizione nella critica al sistema...