aula autogestita c1 Magistero
incontro preliminare
con il prof. Peter Kammerer
Seguendo il percorso di auto-formazione, volto non soltanto ad essere un arma di contrasto alla destrutturazione dell'istruzione pubblica ma a diventare una chiave di attivazione degli studenti per approfondimenti liberi, abbiamo organizzato cinque incontri dove verranno proiettati dei documentari sul tema dell'immigrazione.
Questo è il programma che si terrà nella nostra aula autogestita c1 del Nuovo Magistero:
Announcements:
- SUPPORT NEEDED: The Association of Part-Time Undergraduate Students (University of Toronto; the largest University in Canada; http://www.apus.utoronto.ca) made the following announcement: "We are facing our second eviction in a year from the university administration. Students and staff have also been arrested. We are looking for letters of support directed at the university administration! Please send your letters toheleney@gmail.com" (draft letters are available as well. Hellie, maybe you can post it inside the "support forum"?)
- YOUTUBE CHANNEL ONLINE NOW!! An activist in Siena (Italy) created a channel on Youtube for the movement: http://www.youtube.com/user/United4Education
- SUPPORT NEEDED: A small NGO in Liberia (YoCADS) is in urgend need to a second-hand laptop. Can anybody help out? More info: http://www.emancipating-education-for-all.org/content/wanted-cheap-laptop-liberia
- MORE CONTRIBUTIONS: Activist in Siena (Italy) is willing to create a mobilization video and asks for short contributions from each group, which can then be used to make a united video. Material and questions can be send to: assembleapermanente.siena@gmail.com Please do so as soon as possible!! We have less than 2 months!!
- Students who occupied a hall at New York University (U.S. of A.) were recently arrested:http://takebacknyu.com
- The fight continues in France in all areas. Students protest almost every day. Workers on the Antilles are still on strike. And the next general strike will take place on March19th (http://www.19mars2009.fr).
- Huge demonstrations are planned in Germany (Berlin and Frankfurt/M) to protest the "economic crisis" (http://www.28maerz.de). Furthermore students and pupils in at least 30 cities are preparing for a week of action across Germany in June (15/06 - 19/06) [http://bildungsstreik2009.de]; a new version of the website is expected soon.
Groups across Italy will gather at a national meeting in Rome from Feb.28th onwards and will also discuss the Global Week of Action.
Mobilization videos are always welcome! Shall we create a manifesto? Drafts for press releases! Everybody spreading the word using alternative media (such as local indymedia, linking homepage toemancipating-education-for-all.org)
Each group will have to print its own flyers and posters!! (if groups really have no resources, then they should leave a message inside the "support forum" (http://www.emancipating-education-for-all.org/forum/36) and we will try to figure something out)
Any further translations of the flyer, the page on the global week of action or Call for the week of action are most welcome!!
Activist in Siena suggested to create a "webmagazine" for the website (can you explain that idea inside the forum? I have no idea what that is.)
I think it would be great, if we can decide to which kind of flashmob we decide to have! Personally I think the first version makes more sense, since we are fighting to "Reclaim our Education".
The "Global flashmob" is only a suggestion and it is suppose to be only one small contribution to the global week of action. Once again, it is totally up to each group in what way they like to express their protest during the week!
It is more important that groups do the flashmob in such a way, that it can be easily put together for the finalvideo!! This is especially relevant for the beginning and ending of the clip! Therefore, please read the forum entry on the flash-mob! It doesn't matter so much, if all the flashmobs take place on the same day!
All groups are also encouraged to think of certain "direct actions", such as teach-ins, sit-ins or occupations of public spaces and building in a meaningful fashion! But other forms of protest are totally fine as well, of course. A lot of the choice of action depends on each ones local situation.
It is also important to create unity locally and globally with the actions.
Arranging "live greetings of solidarity" via video conference or phone! Either groups create a video message in advance, which can then be played around the world during the global week of action, or they call people "live" during demonstrations, occupations or other actions! Please make use of the forum:http://www.emancipating-education-for-all.org/content/communication-among-groups-during-week-action
FEE (Ireland; http://free-education.info) is trying to list education protests around the world and therefore asks you to send details about your protests to them: stopfees@gmail.com
We always need to emphasize that this is a global struggle and that these are globally co-ordinated protests during the Global Week of Action!!

Non possiano esimerci dall’affermare il nostro diritto ad un’istruzione libera, pubblica e gratuita. Non dobbiamo aspettare che la critica situazione si aggravi l’anno venturo con la soppressione dei corsi di laurea, riduzione del numero di docenti e il caro aumento delle tasse d’iscrizione. Non ci possiamo permettere che il lassismo, l’indifferenza e il manifesto sentimento d’impotenza facciano compiere il deleterio programma del governo.
All’assemblea studentesca, oltre alla discussione delle vostre proposte, si parlerà di:
- informazione (abbonamenti giornali, proiezione film documentari)
- autoformazione (seminari, gruppi di lavoro)
- Settimana d’Azione Globale 20-27 aprile
- diritto di mobilità degli studenti diversamenti abili.
Rivogliamo il nostro futuro!
« C’è crisi » è la frase più pronunciata in questi ultimi mesi. Si, c’è crisi. Una crisi economica attraversa la società. Ma la crisi è anche sociale, culturale, ambientale, in una parola è generale. Se l’implosione del sistema economico e finanziario è oggi utilizzata come argomento per accelerare la mercificazione delle nostre vite, dei beni e dei sevizi pubblici, precarizzando ancor più il lavoro, noi non stiamo a guardare.
In Grecia, i giovani e i lavoratori sono insorti, in tutti gli spazi pubblici, contro il loro governo corrotto e le sue riforme neo-liberali. In Spagna non si contano più le facoltà occupate negli ultimi anni, mobilitate contro il “Processo di Bologna”. In Italia, da più di quattro mesi, il mondo dell’educazione è in rivolta e le facoltà costruiscono, giorno dopo giorno, un’altra riforma del sistema universitario. In Francia, i liceali, gli insegnanti e i ricercatori manifestano contro le riforme del governo sull’educazione, come gli studenti l’anno passato contro la legge sull’autonomia delle università (LRU). Dalla Germania è stata lanciata l’idea di un « Global week of action » con al centro il tema dell’educazione.
Tutte queste mobilitazioni si oppongono a delle riforme che non sono né settoriali, né nazionali, ma il perseguimento di logiche neoliberali imposte su scala mondiale. Assistiamo a una privatizzazione selvaggia dell’istruzione e all’asservimento dell’insegnamento superiore ai poteri economici. I movimenti debordano largamente dal quadro universitario e dal mondo dell’educazione. Le barriere mentali, fisiche e tecniche che i governanti costruiscono coscienziosamente a colpi di manganello e di fumi mediatici non sono che il mezzo per restringere le nostre libertà, la nostra emancipazione, le nostre aspirazioni. Ci stiamo riunendo progressivamente nella stessa direzione : un’opposizione radicale alla svendita dei beni comuni.
Noi vogliamo fare delle università dei luoghi d’incontro, di scambio, di sapere libero e emancipatore. L’educazione è indissociabile dalla socializzazione.
Le misure politiche che ci impongono e ci chiudono in questo progetto di società, attraverso la trasformazione dei sistemi dell’educazione, fanno parte di quel percorso che ha portato al Processo di Bologna : accordo firmato e adottato nel 1999 dai governi di 46 stati europei.
Il 28 e 29 aprile a Louvain e Louvain La Neuve in Belgio si riunisce, come ogni due anni, la conferenza ministeriale del Processo di Bologna per « valutare i progressi compiuti e le nuove misure da mettere in atto » e per fare il punto sulle riforme universitarie già entrate in vigore e su quelle ancora da approvare. Hanno chiesto l’opinione degli studenti, degli insegnanti e dei ricercatori, del personale, dei lavoratori d’Europa ?
Per fare il bilancio di questo Processo, oltre ai ministri dell’educazione, saranno presenti dei « membri consultivi » come Business Europe (organizzazione patronale europea) e l’ESU (European Student Union).
AGIAMO ORA !!! L’istruzione è come la libertà : non la si dà, la si prende ! Incontriamoci a Louvain.
I potenti di tutta Europa si riuniscono per parlare della nostra educazione, del nostro futuro e noi, che concretamente viviamo e costruiamo questa società, non possiamo mancare a questo appuntamento. Ci troviamo davanti ad un’occasione unica per contestare questo Processo, per unire lo slancio delle mobilitazioni locali in un’ottica che oltrepassi le frontiere nazionali, per cominciare a costruire e a condividere un sapere libero e accessibile a tutti, lontano dalle logiche economiche.
Appelliamo dunque le assemblee generali, i movimenti, le facoltà occupate, i collettivi, le organizzazioni sindacali e politiche e tutte le persone ad un CONTRO-SUMMIT EUROPEO. Condividiamo le nostre esperienze e le nostre strategie, stabiliamo una rete, diamo alle nostre rivolte dappertutto in Europa un soffio ancora più forte.
Fate circolare (e tradurre) questo appello in tutte le assemblee generali delle università, in tutti i coordinamenti nazionali dei movimenti, nelle facoltà occupate, in tutti i luoghi d’istruzione e di lavoro.
WWW.LOUVAIN2009.COM
Agenda proposal for the next "international chat-conference"
TOP1: Round of introduction (if deemed necessary and praticable)
TOP2: General questions (space to ask general questions regarding the global week of action and the "International Students Movement"open space for all who want to make any sort of announcements)
TOP3: Announcements (open space for all those who want to make any sort of announcement)
TOP4: Things to be done! (e.g. translations, mobilisation video, poster designs, ... [~25mins])
TOP5: "Global Flashmob" (for details: http://www.emancipating-education-for-all.org/content/day-united-action-during-global-week-action-09 [~25mins])
TOP7: Open Space
To give yourself a nick just enter "/nick YOURNICK".
I created an "event page" for the chat this time (for the first time!) and more than 140 confirmed their attendance so far. Therefore I expect dozens of people attending the chat this time. I have no idea how we will be able to handle that.
We want a YouTube channel (Can anybody do that? Maybe called something like "United4Education"?)
ALL groups are then asked to upload videos of recent protests in "their" region in English there.
Considering internationally/globally co-ordinated occupations (of e.g. university buildings or other public spaces) to increase the political pressure and to emphasize the global perspective of the struggle.
Consider to have "activists exchanges" (e.g. small groups from Italy could travel to England and visit occupations and protests there; that way groups and movements will get to know each other better and establish some sort of relationship; of course this can only happen to a certain degree).
Four days ago hundreds of students protested against the introduction of tuition fees in Bielefeld (Germany): http://www.youtube.com/watch?v=599Zg2J3kEc
Always tag videos with "international+students+movement", when uploading protest videos on youtube or other platforms.
Write blog entries, websites and upload videos about protests in "your" region in English, so that people around the world can read them!
Next chat is in two weeks again ==> 22/02 same time, same place!
Let's do this TOGETHER!
By international.students.movement@gmail.com
Nonostante l’approvazione di leggi, statuti e convenzioni pare che il diritto alla mobilità per gli studenti e le studentesse disabili stenti ad affermarsi. Questo diritto sociale viene specificatamente trattato all’art. 26 della legge 104/92 , ad integrare un diritto già sancito all’art. 16 Cost. Nella nostra esperienza di Associazione che da anni si occupa dell’integrazione degli studenti e delle studentesse disabili la questione dei trasporti ha da sempre rappresentato un nodo problematico, e un trasporto dignitoso è quindi stato una delle rivendicazioni che accompagna il nostro gruppo sin dalla sua nascita (l’ultima denuncia pubblica risale a dicembre).
Con il nuovo Statuto di Autonomia (pubblicato il 2 dicembre 2008 sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 282) la nostra Università riconosce finalmente una sensibilità che negli ultimi anni è cresciuta in seno alla comunità studentesca e che sta ora dando i primi frutti in ambito istituzionale. Grazie al lavoro congiunto dell’Associazione Culturale Pantarei e delle rappresentanze studentesche infatti il nuovo Statuto all’art 1 comma 8 stabilisce che l’Università stessa debba porsi come soggetto attivo nel promuovere il diritto allo studio degli studenti disabili, e, più specificatamente, art. 4 comma 2, che l’Università “promuove e favorisce, inoltre, tutte le condizioni necessarie a realizzare la piena integrazione degli studenti disabili dell’Ateneo, la loro formazione culturale, la loro mobilità e il loro inserimento nel mondo del lavoro, cercando di rimuovere gli ostacoli che si frappongono alla realizzazione delle finalità di cui al presente comma”.
Il nuovo ruolo dell’Università nella tutela del diritto allo studio delle studentesse e degli studenti disabili ha dato come primo risultato una modifica sostanziale della “Convenzione per il servizio di trasporto agevolato ad uso degli studenti dell’ateneo di Urbino e degli altri aventi titolo” (sottoscritta da Adriabus, ERSU, Università e comuni di Urbino e Fermignano). La natura discriminatoria nei confronti degli studenti con disabilità motorie della precedente Convenzione era stata più volte denunciata e, finalmente, gli Enti hanno provveduto a modificarne gli aspetti più scandalosi dando un primo segno di apertura, pur non esaurendo completamente le carenze del servizio che continua, ad esempio, ad essere limitato alle ore diurne. Un’importante novità della nuova Convenzione va però segnalata: all’art. 1 c si prevede un servizio per gli studenti disabili in carrozzella per lo spostamento dal proprio domicilio al centro abitato di Urbino, a differenza del precedente”diritto” a muoversi solo per ragioni di studio, consentendo così finalmente agli studenti disabili di poter effettuare spostamenti per svolgere attività quali la fisioterapia o anche semplicemente di poter frequentare la piazza, luogo di aggregazione per tutti gli studenti e tutti i cittadini. Si afferma un diritto che in un paese civile verrebbe dato per scontato.
Purtroppo dobbiamo ancor oggi denunciare come questo diritto, tanto elementare quanto fondamentale, non sia nella pratica rispettato. Nonostante la Convenzione sia stata ormai approvata dai vari enti (l’aumento del costo dell’abbonamento agli studenti borsisti da 8 a 10 euro è infatti già attivo) e questa sia stipulata in riferimento al periodo 1 gennaio 2009 – 31 dicembre 2009 la società di trasporti Adriabus non sembra intenzionata a rispettarla. Da settimane aspettiamo con pazienza che il servizio venga attivato senza che questo avvenga e, di fronte alle nostre rimostranze, troviamo solo l’arroganza del responsabile del servizio che afferma di non sapere nulla della nuova Convenzione. Tutt'ora agli studenti e alle studentesse con disabilità viene “permesso” il trasporto solo per ragioni di studio. Inoltre il trattamento riservato dall’azienda dei trasporti locale alla persone con disabilità, oltre a violare le leggi già richiamate, manca del rispetto e della sensibilità minima verso questi studenti e queste studentesse. Pedane che non funzionano, autisti che non si fermano ed una gestione generale del servizio che non possiamo ritenere accettabile è quanto riscontriamo quotidianamente. Senza voler parlare oggi il linguaggio della solidarietà, a questo punto inutile di fronte a tanta noncuranza e inciviltà, chiediamo che gli Enti firmatari della Convenzione si muovano celermente per garantire il servizio per il quale sono stati stanziati dei fondi.
L’Adriabus non fornisce un servizio per il quale riceve dei soldi!
Auspichiamo una risoluzione in tempi rapidi di questa inaccettabile situazione e ribadiamo che la nostra lotta proseguirà fino all’affermazione sostanziale dei diritti di uguaglianza sociale per tutti/e!
Anche quest’anno con l’Open Day 2009 l’Ateneo urbinate pubblicizza se stesso e prova ad allettare e ad attirare nuove reclute per le iscrizioni al nuovo anno accademico. Nulla di nuovo sotto il sole. L’aziendalizzazione delle università (non solo quelle italiane) implica necessariamente la pubblicizzazione del proprio “prodotto” e vive dell’immagine di sé stessa che offre ai propri “clienti”, i futuri studenti. Peccato però che non siano molte le attrattive che la Carlo Bo possa offrire, soprattutto in questo periodo.
Nel solo mese di gennaio sono arrivate due belle stangate dal governo, e le previsioni per il futuro sono tutt’altro che rosee. Ci sembra innanzitutto giusto far sapere ai ragazzi ed alle ragazze che intendono studiare a Urbino, che il nostro ateneo non è tra quelli, pochi peraltro, considerati “virtuosi”. Oltre ai famosi tagli dei fondi previsti dalla legge 133 (che nel bilancio di previsione del nostro ateneo sono quantificati in circa 1 milione di euro), il decreto legge 180 dello scorso 8 gennaio prevede infatti il blocco delle assunzioni di nuovo personale (dai docenti al personale tecnico-amministrativo) e di nuovi concorsi interni per quelle università che superano la soglia del 90% nel rapporto tra spese per il personale ed il fondo di finanziamento ordinario. L’Università di Urbino, manco a dirlo, è tra queste, non tanto per malagestione quanto per ragioni storiche contingenti.
Meno fondi significano, oltre ad una ulteriore stagnazione della ricerca, chiusura dei corsi di laurea; ciò porta inevitabilmente un calo dell’offerta didattica, e di conseguenza ad un calo delle iscrizioni e delle immatricolazioni. Vuol dire anche aumento delle rette universitarie di tutte le università statali. E qui arriva la seconda stangata.
La popolazione studentesca continua a diminuire, e questo data anche la crescente ostilità della cittadinanza nei confronti degli studenti, nonostante essi siano il motore economico, oltre che culturale, della cittadina stessa: cittadini senza cittadinanza. Ad ogni modo il calo della popolazione studentesca è un dato oggettivo a livello nazionale. Colpa della mancanza di fondi? Dei baroni? Della crisi economica? Delle tante troppe riforme che si sono succedute negli ultimi quindici anni e che hanno compromesso ogni tipo di stabilità dell’università italiana? Senza dubbio questi fattori incidono pesantemente. Eppure la più grave carenza dell’università italiana, è secondo noi l’incapacità di tale istituzione di difendersi, di lottare per i propri nobili interessi: la trasmissione dei saperi su tutti.
Gli studenti, i docenti, i rettori non collaborano tra loro, o lo fanno in maniera superficiale, e non hanno obiettivi comuni: la frantumazione è sempre più netta. Soprattutto i rettori, invece che combattere strenuamente le due leggi sopra citate, hanno cercato e cercano di arrangiarsi come possono, di salvare come possono gli interessi dei singoli atenei, ad aggrapparsi come possono per non essere trascinati via. Il nostro rettore Giovanni Bogliolo ha già promesso che presenterà direttamente al Ministero la particolare situazione del nostro ateneo (il processo di statalizzazione si è concluso solo nel 2007 con ingenti sforzi soprattutto economici) affinché possa godere di una valutazione “ad hoc”. Poco male, ma se poi gli altri atenei cadranno piano piano in malora, o peggio saranno costretti a dare vita a procedure di privatizzazione, come previsto nella 133? Poco importa. Almeno il nostro ateneo sarà salvo.
Ed è proprio questa mentalità municipalistica e di frantumazione la grande debolezza dell’università italiana. Tutti, studenti compresi, hanno fatto troppo poco. Tutti abbiamo il dovere di fare di più, e meglio. Ed è in tale ambito che noi studenti del movimento UNIURBinLOTTA ci muoveremo nei prossimo mesi.
L’aula C1 autogestita continuerà ad essere centro nevralgico e punto di partenza delle idee che dovranno dare nuova linfa all’università, oltre che sede della didattica autogestita che continueremo a promuovere in forme sempre più organiche. Continueremo a promuovere la sensibilizzazione alle tematiche sociali, culturali, politiche inerenti e non all’università, oltre che la coesione a tutti i livelli tra istituzioni cittadine, cittadinanza e studenti. Promuoveremo un rilancio del movimento studentesco di protesta nazionale, la cosiddetta “Onda”, perché siamo convinti del ruolo fondamentale degli studenti nei processi di miglioramento dei nostri atenei, i quali devono andare con fermezza nella direzione di un’istruzione pubblica, paritaria, accessibile a tutti, meritocratica e trasparente, viva e critica.
Forse il motivetto non è più tanto di moda, forse alcuni si sono un po’ piegati, un po’ spenti, un po’ rassegnati. Ed è proprio adesso che invece lo riproponiamo con tutto il fiato:
NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO!

Segnaliamo le assemblee pubbliche per la difesa della scuola primaria. Altre ne seguiranno nel mese di febbraio, il mese delle iscrizioni.
Martedì 3 febbraio ore 21.00 al Circolo Didattico S.Orso, Fano.
Mercoledì 4 febbraio ore 21:00 alla Sala della Circoscrizione, Baia Flaminia, Pesaro.