


PLEASE HELP TO REACH GROUPS IN OTHER COUNTRIES AND ON DIFFERENT CONTINENTS AND LET THEM KNOW ABOUT THE GLOBAL WEEK OF ACTION!!!
TOP1: Short round of Introduction (if deemed necessary)
TOP2: Announcements (open space for anybody who wants to make an announcement [e.g. call for Solidarity and Support, introducing local situation or planned future protests to others,...])
TOP4: Decide for a day during the "Global Week of Action" for united actions and discuss what kind of actions would be suitable for that day! [~40mins]
TOP5: Division of work! (e.g. flyers, posters, mobilisation video, logo, banner for homepage,...) [~20mins]
TOP6: Open Space
Jan.25th (Sunday) ---- 3pm GMT ---- click on this link to get to the chatroom:
If you have any problems with the chatroom, just drop me a line and we'll try to fix it.

Dopo il Mostro unico, i tagli assassini all'Università pubblica arriva la regionalizzazione dell'istruzione. La domanda sorge spontanea: i nostri rappresentanti perseguono la linea politica del “chi la spara più grossa”? Onorevoli e ministri ce la cantano e se la ridono come in una gara dove è difficile stilare una graduatoria. Sarebbero troppi i primi posti.
La realtà è un'altra. Alla deleteria destrutturazione del sapere pubblico e alla sfrenata privatizzazione dello stato si aggiungono anche le inconsistenti argomentazioni leghiste.
Dal giornale dei celoduristi La Padania “Il senatore Mario Pittoni, capogruppo della Lega Nord in commissione Pubblica istruzione, si prepara alla battaglia per la regionalizzazione dell'assunzione degli insegnanti. Il suo disegno di legge che prevede «nuove norme per il reclutamento regionale del personale docente» è già depositato al Senato e alla Camera. «Ora - anticipa il senatore Pittoni - si tratta di individuare il percorso più agevole. L'idea è di inserire il reclutamento regionale nel prossimo disegno di legge di riforma della scuola, che dovrebbe occuparsi anche della carriera degli insegnanti. Naturalmente il tutto in accordo con il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Per recuperare competitività in Europa - ribadisce il parlamentare - dobbiamo poter contare su insegnanti con conoscenze specifiche di storia, cultura, valori ed economia del territorio, adeguatamente selezionati in base alle effettive capacità e preparazione. Questo è anche il modo corretto di affrontare l'annosa questione delle decine di migliaia di docenti che cambiano sede ogni anno, lasciando spesso sguarniti gli istituti del Settentrione. Creeremo albi regionali per gli insegnanti, ai quali si potrà accedere solo con il requisito della residenza nella stessa regione, indicando il possesso dei titoli ai fini del curriculum professionale, ma iscrivendo i docenti in ordine progressivo in base al miglior punteggio ottenuto al previsto test d'ingresso all'Albo, prescindendo dal voto ottenuto al titolo. Questo anticipa fra l'altro l'abolizione del valore legale del titolo di studio, battaglia che ha fatto un passo avanti proprio in occasione dell'approvazione del decreto per l'Università, con l'ok a un ordine del giorno di cui è primo firmatario il deputato leghista Paolo Grimoldi, coordinatore federale del Movimento Giovani Padani. Il test d'ingresso è reso necessario dalle differenze nella valutazione del grado di preparazione degli studenti nelle diverse aree del Paese. Differenze certificate dall'Ocse e da almeno altre sei ricerche sull'argomento, secondo cui una media dell'8 conquistata in una scuola del Sud Italia equivale a una media del 5 nella stessa scuola del Nord. Palese discriminazione - conclude Pittoni - a danno dei ragazzi settentrionali».”
Queste non sono soltanto delle simpatiche farneticazioni medievali ma un Disegno di Legge, già pronto e trasmesso per la discussione in commissione. Saranno istituiti albi regionali nei quali il punteggio in graduatoria non conterà più nulla. Tutti i precari dovranno rifare un esame di ammissione all'albo regionale per essere inseriti in una nuova graduatoria regionale.
La scabrosa idea di territorializzare l'istruzione passerà tramite la selezione dei docenti adatti a tale sinistro scopo. Il test d’ingresso all’albo, infatti, prevede <<(..) il rispetto delle proprie radici culturali>> valutate da un Comitato regionale. Ovviamente chi supererà la prova, per il normale ragionamento leghista, non potrà esercitare la professione al fuori della regione dove è iscritto all'albo.
Alle sfide della globalizzazione, alla ricchezza delle tradizioni italiane e alla libera circolazione del sapere la Lega Nord risponde con una sterile e paralizzante chiusura culturale.

L'informazione è una delle chiavi di svolta dell'Onda degli studenti-precari. Il deviato sistema mediatico italiano, dopo una breve ciclo di discutibili servizi, sta trascurando, salvo sporadici casi, la critica situazione del mondo dell'istruzione.
Stiamo facendo senza di loro. Una ricca rete di protesta si è venuta a creare. Siti, blog, chat room, gruppi internet non stanno soltanto ripetendo acriticamente notizie provenienti dall'esterno, ma producono informazione in un paese che è al 44° posto nella graduatoria della libertà di stampa.
Colleghiamoci!
| (international.students.movement@gmail.com) |

Info per la chat
Appuntamento per le 16.00, ora italiana, l'11 Gennaio 2009 sui server irc di indymedia.org
FANO, GIOVEDI' 8 GENNAIO ore 18,00 - Piazza XX settembre
La popolazione civile di Gaza continua a subire i bombardamenti e l'attacco di Israele dopo anni di assedio e di embargo.
La popolazione civile di Israele e Palestina continua a pagare l'estremismo e la politica del terrore di Hamas e delle forze politiche israeliane.
Il mondo intero ha bisogno di pace in Medio Oriente, di vedere garantiti i diritti del popolo palestinese e del popolo israeliano all'esistenza ed alla convivenza, a vedere rispettati gli accordi internazionali.
L'Unione Europea deve intervenire con forza e determinazione per costringere le parti al dialogo ed alle trattative sulla base di un serio negoziato politico che porti a delle soluzioni entro tempi ragionevoli:
- il cessate il fuoco immediato, la fine dell'assedio, il blocco degli insediamenti e lo stop immediato dei missili su Israele.
- il sostegno concreto alla popolazione stremata e la fine dell'embargo.
- l'attuazione delle decine di risoluzioni ONU che possano stabilire una pace giusta e durevole nella zona.
- perchè non vi siano altre vite perse, siano esse palestinesi o israeliane.
E' il momento di una forte riscossa pacifista, di un movimento che sia pronto ad intervenire verso tutte le numerose "guerre locali" per prosciugare tutti i bacini dell'odio e della violenza disseminati nel nostropianeta.
E' il momento di una mobilitazione unitaria, ampia e pacifica.
Noi siamo pronti a fare la nostra parte.
Sinistra Unita, Bene Comune, Partito Democratico, Italia dei Valori, CGIL, Circolo Giovanile "Salvador Allende", Donne in nero Fano, Lupus in Fabula, Mille Voci, MIR, Emergency, Mondo Solidale, ANPI, Comitato per il parco "Bartolagi", Circolo Libertario "L. Polverari", Alternativa Libertaria, Federazione dei Comunisti Anarchici, Movimento Radicalsocialista.

Il governo chiede la fiducia sul disegno di legge, già approvato dal Senato, di conversione del decreto-legge 10 novembre 2008, n. 180. Il Ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito ha spiegato che «In considerazione della scadenza del dl prevista per il prossimo 9 gennaio, il governo ha deciso di porre la questione di fiducia sull'approvazione senza emendamenti, né articoli aggiuntivi dell'articolo unico che è stato licenziato dalla commissione Cultura identico al testo approvato in Senato» (fonte il Corriere della Sera).
Alle richiesta di apertura il governo emana l'apertura del calcio in c(*)lo. Questa è la continua risposta del governo alla democratica protesta studentesca.
L'autoreferenzialità del governo continua a seguire l'imperterrita linea politica del maestro unico. Il millantato maestro unico che ci educherà al risolutore pensiero unico. Il pensiero unico che vigilerà e sosterrà l'autoritarismo. Un autoritarismo che già si manifesta nell'esautorazione dei poteri del parlamento, sospesi dalle continue richieste di fiducia, e dal progetto presidenzialista del Presidente del Consiglio dei Ministri.
Il DECRETO-LEGGE 10 novembre 2008, n.180 che reca “Disposizioni urgenti per il diritto allo studio, la valorizzazione del merito e la qualità del sistema universitario e della ricerca.” non curerà l'ansimante Università pubblica. Tale disposizione normativa non considera come uno dei nodi cruciali la cronica inadeguatezza dei fondi pubblici e mantiene i pesanti tagli al Fondo Finanziamento Ordinario. La mancata ripartizione degli 80 milioni di euro previsti dalla Legge 27 dicembre 2006, n. 296 agli atenei che spendono più del 90% del FFO negli stipendi del personale, aggraverà ancora di più la loro situazione finanziaria. Questa generalizzazione non risolverà le inefficienze degli atenei spreconi che andrebbero, invece, analizzati singolarmente.
Il blocco del turn-over dei giovani ricercatori viene portato dal 20% al 50%, un aumento che però non regolarizza minimamente la condizione di migliaia di precari, ancora una volta condannati al girone degli “indispensabili ma marginali”. Tali scelte politiche non faranno altro che far abbassare arcora di più il rapporto docenti-studenti, già abbondantemente sotto la media OCSE, con l'inevitabile dequalificazione di tutta l'istituzione universitaria.
Il decreto ristruttura le commissioni che giudicheranno gli aspiranti professori universitari ordinari, associati e ricercatori. La lodevole iniziativa tuttavia non è supportata da un completo programma di valutazione della didattica e della ricerca dei professori, coloro che costituiscono l'elettorato attivo delle commissioni. Qualsiasi sistema è destinato ad incepparsi se in esso proliferano delle “mele marce”.
Le “Misure per la qualità del sistema universitario” prevista dal decreto deve prevedere anche la consultazione degli studenti, migliaia di cittadini che stanno chiedendo di avere l'opportunità di essere propositivi nel proprio percorso d'istruzione.
Infine, l'incremento dei finanziamenti al fondo di intervento integrativo per garantire le borse di studio agli idonei non è che un contentino. Anche l'aumento del fondo per il finanziamento dei progetti volti alla realizzazione degli alloggi e residenze non affronta seriamente la questione dell'alloggio. Inoltre, nelle disposizioni urgenti del decreto, non vengono stanziate le risorse necessarie per fronteggiare l'emergenza igienica-sismica-strutturale degli edifici scolastici denunciata da Legambiente.
Prepariamo le scarpe, dobbiamo calciare parecchi c(*)li!
Germondari Andrea
ps: al ministro M. Gelmini consigliamo di mettere dei buoni occhiali, puliti possibilmente, e leggere il Nono Rapporto sullo Stato del Sistema Universitario. Sarebbe gradita anche la comprensione, grazie.
L’Onda e le sue anime (tratto dal volume speciale di MicroMega)
Cosa c’è dentro l’Onda? Un movimento ‘liquido’ e in continua trasformazione che troppo superficialmente è stato bollato come ‘apolitico’. Ma il fatto che l’Onda non sia ‘rappresentabile’ da parte delle tradizionali organizzazioni politiche e sindacali, non significa che non abbia un’ispirazione politica. Tutt’altro. Un viaggio nelle diverse anime della protesta per scoprire la pluralità di identità che, pur nelle differenze di impostazione teorica, trovano una composizione nella critica al sistema...

Il cangiante e straripante flusso dell'Onda degli studenti ha imperversato lungo tutta l'Italia. Le irrappresentabili anime dei naviganti hanno impetuosamente svegliato il sonno della dormiente opinione pubblica.
Il fragore dell'Onda ha urtato e fatto vacillare le precarie palafitte che sorreggono l’Università pubblica. Un caldo autunno ha diffuso la paura. E la paura ha gelato i governanti arroccati nelle nostre istituzioni. La paura che i cittadini si possano organizzare per riprendere la loro istruzione e il loro stato.
Nelle ultime settimane, tuttavia, l'indomabile Onda si sta trasformando in una risacca, ricca d’idee e proposte ma carente di corpi che le mettano in pratica.
Perché l'Onda dovrebbe continuare a smuovere le stagnanti acque italiche?
Perché le leggi 133/08 e 169/08 devono essere abrogate dall'ordinamento giuridico italiano e dalle menti dei governanti che sognano un popolo ignorante e soggiogato;
perché la legge 133/08 non ristruttura l'umiliata Università pubblica ma la distrugge definitivamente con pesanti e progressivi tagli, blocco delle assunzioni e possibilità-(necessarietà) di conversioni in fondazioni private;
perché l'articolo 9 della Costituzione della Repubblica Italiana sancisce che “
perché l'articolo 33 della Costituzione stabilisce che “
perché l'istruzione è un elemento indispensabile per sostenere e difendere la democrazia;
perché l'istruzione è il fondamentale tassello che fa di un uomo un cittadino cosciente invece di un cittadino suddito;
perché l'istruzione pubblica è uno dei principali strumenti per attuare l'articolo 3 della Costituzione dove si sancisce che “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese”;
perché il taglio indiscriminato e senza criterio dei finanziamenti all'istruzione toglie il lavoro a decine di migliaia di famiglie proprio durante il periodo nero della crisi economica;
perché non vengono regolarizzati i contratti alle migliaia di lavoratori precari che grazie al loro operato, al limite del volontariato, fanno funzionare la pubblica istruzione;
perché il blocco delle assunzioni stronca la volontà dei giovani laureati che sognano un futuro nell'università e nella ricerca;
perché la legge 133/08 vuol privare i diritti dei lavoratori duramente conquistati;
perché la legge 133/08 e il decreto legge 180/08 non combatte la casta dei baroni;
perché l’articolo 34 della Costituzione stabilisce che “I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”, mentre invece le liste dei beneficiari della borse di studio non comprendono tutti gli idonei;
perché i tagli pubblici alla ricerca conducono alla paralisi il sistema sociale, culturale ed economico dell’Italia;
perché alcune ricerche scientifiche evidenziano che un elevata istruzione allunga la speranza di vita;
perché l’istruzione viene considerata dal governo come una spesa secondaria;
perché i tagli alla ricerca condannano coloro che soffrono di malattie incurabili a non avere una speranza;
perché 9 milioni di cittadini popolano le 42000 strutture scolastiche, ma soltanto il 58,64% di esse ha il certificato di agibilità statica;
perché V. Scafiti è morto alla giovane età di diciassette anni nella sua scuola per il crollo del soffitto;
perché 15 persone sono morti nei laboratori della facoltà di Farmacia di Catania. L’ultima vittima è stata una ragazza di ventiquattro anni;
perché anche il Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione è contrario ai provvedimenti del ministro M. Gelmini;
perché la legge 169/08, introducendo il maestro unico nella scuola primaria, in netta controtendenza alle attuali teorie pedagogiche, e riducendo l’orario scolastico, mette in difficoltà le famiglie e in pericolo l’istruzione dei bambini, il futuro della società;
perché i regolamenti di revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico della scuola dell’infanzia, della scuola primaria, dei licei e degli istituti tecnici sono una sistematica operazione di dequalificazione dell’istruzione;
perché il nostro dipendente pubblico M. Gelmini, Ministro della Repubblica Italiana, dovrebbe essere una figura professionale competente nel campo dell’istruzione, dell’università e della ricerca ed invece offende tutto il popolo italiano con la sua ignoranza in tali discipline;
perché il Presidente del Consiglio dei Ministri non soltanto non accetta l’articolo 21 della Costituzione, che proclama che “tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”, ma inoltre diffama ed oltraggia i cittadini che legittimamente e democraticamente criticano l’operato del governo;
perché il deviato sistema mediatico rema contro il movimento con una vasta operazione di disinformazione;
perché paghiamo con le nostre tasse lo stipendio (4003,11 euro mensili di diaria, più 1637,43 euro di rimborso delle spese per lo svolgimento del mandato parlamentare, più 4.150 euro l’anno per le spese telefoniche, ecc.) ad un parlamentare non votato dal popolo, il Senatore della Repubblica F. Cossiga, per dire “Io aspetterei ancora un po' e solo dopo che la situazione si aggravasse e colonne di studenti con militanti dei centri sociali, al canto di Bella ciao, devastassero strade, negozi, infrastrutture pubbliche e aggredissero forze di polizia in tenuta ordinaria e non antisommossa e ferissero qualcuno di loro, anche uccidendolo, farei intervenire massicciamente e pesantemente le forze dell'ordine contro i manifestanti” e “Maroni dovrebbe fare quello che feci io quando ero ministro. In primo luogo lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino di dodici anni rimanesse ucciso o gravemente ferito... Lasciar fare gli universitari, ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città”;
perché l’apatia politica, la disillusione e la diffusa indifferenza della società civile sono dei mali che si ripercuotono sulla vita democratica del paese;
perché vogliamo una completa ed efficace ristrutturazione dell’istruzione pubblica tramite un’ampia e democratica concertazione tra tutte le figure sociali interessate;
perché qualcuno deve spiegarci cosa abbiamo da perdere. Rivogliamo il nostro futuro!